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Toscana

Padre Gratien condannato a 27 anni per omicidio

Un'immagine di Padre Gratien
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Un'immagine di Padre Gratien

La Corte d'assise ha accolto in pieno la richiesta dell'accusa ritenendo il religioso colpevole dell'uccisone di Guerrina Piscaglia

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AREZZO: E' stato condannato a 27 anni di reclusione il frate Gratien Alabi, per omicidio e soppressione di cadavere. Il religioso era accusato di aver ucciso e fatto sparire Guerrina Piscaglia, casalinga 50enne, il primo maggio 2014 a Ca' Raffaello, una località dell'Appenino aretino, al confine con Emilia Romagna e Marche.

Il frate di origine africana era presente in aula ed è rimasto impietrito alla lettura della sentenza. La Corte ha pronunciato il verdetto poco dopo le 20 di lunedì 24 ottobre, a conclusione dell'ultima movimentata giornata del processo. E ha inoltre disposto per Padre Gratien  tre anni di libertà vigilata. Il frate non tornerà però in cella fino a sentenza definitiva e al momento restano dunque in vigore gli arresti domiciliari che sta scontando nel convento romano dell'ordine premostratense.

La sentenza arriva dopo quasi un anno di processo. Una sentenza che accoglie per intero le richieste del Pm Marco Dioni.  Il corpo della donna non è mai stato ritrovato: "Adesso Alabi dica dov'è", ha chiesto il marito di Guerrina, Mirko Alessandrini, appena dopo la lettura della sentenza, ricordando che la moglie "ha avuto giustizia" proprio il giorno di quello che sarebbe stato il suo 52° compleanno. Il frate ha ascoltato la lettura del dispositivo come pietrificato, visibilmente teso e con gli occhi lucidi: si è sempre dichiarato innocente ed il suo legale, Rizzieri Angeletti, ha annunciato il ricorso in appello.

E' il primo maggio del 2014 quando Guerrina Piscaglia, 50 anni da compiere, sparisce da Ca' Raffaello, piccola frazione di Badia Tedalda in un'enclave di terra aretina incuneato in Romagna. La donna ha un figlio, Lorenzo, di 24 anni, avuto dal marito Mirko Alessandrini con il quale convive.

Di lei non si sa niente per alcuni giorni, ma si sospetta che si tratti di un allontanamento volontario. Le indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Ersilia Spena, prendono un' improvvisa accelerazione qualche mese dopo, quando le sorelle della donna si dicono perplesse sul possibile allontanamento volontario di Guerrina da Ca' Raffaello. Le battute di ricerca non portano a niente e intanto a fianco di Ersilia Spena arriva il collega Marco Dioni che da settembre 2014 rimarrà il titolare unico dell'inchiesta.

Il 5 settembre 2014 Padre Gratien Alabi, frate congolese della parrocchia di Ca' Raffaello frequentata da Guerrina, viene sentito dal pm e da persona informata sui fatti diventa indagato per sequestro di persona. L'ipotesi formulata dal magistrato si basa sul fatto che, da quanto emerso, la donna si sarebbe innamorata del sacerdote tanto da rendergli la vita impossibile. Padre Gratien, assistito dall'avvocato Luca Fanfani, sceglie la linea del silenzio anche durante gli incidenti probatori con due rumene che lo stesso avrebbe frequentato a Perugia prima di essere arrestato con l'accusa di omicidio volontario e soppressione di cadavere il 23 aprile 2015.

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Il frate finisce in carcere ad Arezzo e uscirà solo nel dicembre 2015 assistito per altro da due nuovi avvocati Francesco Zacheo e Rizieri Angeletti. Ad agosto aveva rilasciato una serie di dichiarazioni spontanee ritenute dal pm poco attendibili. Ad inguaiarlo ci sono soprattutto un sms mandato ad un contatto che solo lui conosceva dal cellulare di Guerrina, dopo la sua scomparsa, e il personaggio di "Zio Francesco" mai trovato e dunque per il pm "inventato".

Nel frattempo parte il processo in Corte d'Assise, i giudici, presieduti da Silverio Tafuro, cercano di capire, attraverso una lunga serie di testimonianze, cosa sia realmente accaduto senza dimenticare però che il corpo della donna non si trova. Nel settembre scorso si arriva alla richiesta di condanna a 27 anni da parte del pm Marco Dioni mentre la difesa chiede l'assoluzione del proprio assistito perché a suo giudizio nessuna prova va oltre il ragionevole dubbio.

La sentenza prevede anche il pagamento di una provvisionale da parte di Alabi al figlio della Guerrina e di Mirko Alessandrini.

(notizia in aggiornamento)

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