Il Tirreno

Toscana

In trincea contro i furbi delle vendite

di Ilaria Bonuccelli

I racconti delle vittime di telemarketing selvaggio Una lettrice: «Sono costretta a staccare la linea per ore»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Le hanno proposto “imbrogli” di tutti i tipi. Una volta - racconta Letizia Maria Buonaccorsi - un operatore commerciale le ha offerto di registrare la chiamata «spacciandomi per mio marito, titolare del contratto». Un’altra volta, l’operatore al telefono si presentava come un rappresentante di Enel, il suo gestore dell’energia: «Mi prometteva una promozione fantastica, salvo poi parlare velocissimo al momento della registrazione della telefonata per non farmi capire il nome dell’azienda. Io ho bloccato due volte la registrazione: l’operatore fuori dalla registrazione insisteva che era Enel, ma una volta conclusa la registrazione mi ha detto che era un’altra società».

A distanza di tempo, Letizia Maria Buonaccorsi è ancora infuriata, «anche se l’operatore mi ha detto che ormai era tardi visto che la registrazione era stata completata e che avrei ricevuto il contratto. Tuttavia ha aggiunto che sarebbe bastato non rispedirlo firmato per annullarlo. Questa possibilità mi è stata confermata anche da chi mi ha chiamato per il controllo qualità. A questa persona ho fatto presente che questo sila stema era una truffa e che sarei andata per vie legali, ma ala fine mi è toccato faticare per evitare che il contratto fosse confermato perché se avessi fatto come dicevano loro (non rispedirlo indietro) non sarebbe stato annullato».

Ecco uno degli altri trucchi adottati da chi lavora nei call center per fare numero e potersi far pagare la provvigione. Per Letizia, invece, è una ragione in più per sostenere una modifica seria al Registro delle Opposizioni, in modo da includere anche chi non è in elenco: sia numeri fissi riservati sia cellulari. «Trovo assurdo che il Registro delle opposizioni richieda che il numero si trovi sull’elenco generale per potersi iscrivere e difendere dalle chiamate commerciali indesiderate. Se io non metto il numero in elenco è proprio per tutelare la mia privacy. Il mio telefono di casa non è in elenco ma ricevo ugualmente telefonate continue dagli operatori più disparati, perfino per la vendita di olio. Eppure sto sempre molto attenta a non autorizzare l’utilizzo del mio telefono quindi mi domando dove sia il problema». E si domanda anche perché «le truffe combinate via telefono non vengano punite in modo severo».

Una domanda che si fanno in molti. Noi lo abbiamo chiesto anche all’Antitrust, sollecitando risposte sui contratti a distanza ed eventuali falle del sistema, ma l’Autorità non risponde, nonostante i solleciti.

Nell’attesa, gli abbonati cercano di difendersi. Ad esempio, Marisa Bientinesi di Vada cerca di smorzare l’entusiasmo dei call center con le battute. «Quando mi chiama un operatore per conto di un gestore dell’energia e mi dice che sto pagando troppo per le bollette della luce, invitandomi a prendere l’ultima fattura, lo interrompo subito: “Ecco, bene. Se pago troppo, rifaccia il conto e mi rimborsi tutto quello che mi spetta sulla prossima bolletta”. Poi ringrazio e riattacco». Il repertorio di Marisa Bientinesi è vario. Se, ad esempio, la chiamano con la scusa di un premio, tipo: «Signora, lei è fortunata, ha vinto un viaggio per due persone a Parigi», fulmina l’operatore con una risposta a sorpresa: «Ecco, bene, ci vada lei perché io non posso andarci, così è più fortunata di me. E riattacco. Del resto, ero già nel registro di chi non voleva pubblicità, ma le chiamate mi arrivano lo stesso. Così mi devo difendere in qualche modo. Ma a volte sono costretta a staccare il telefono per ore intere».

Una violenza che la signora poco tollera. Ma non ci sono molte alternative, come fa presente anche Maria Chiara Daccò quotidianamente «disturbata da telefonate commerciali, nonostante la mia iscrizione al Registro delle opposizioni. Sarebbe arrivato il momento che i politici adottasseri provvedimenti efficaci a difesa dei cittadini».

Non potrebbe essere più d’accordo Alice Floris, iscritta al registro delle opposizioni ma «tartassata di telefonate commerciali al numero fisso della mia attività, telefonate che rendono difficile lavorare: pensate sentire continuamente lo squillo mentre parli con il cliente che stai servendo, magari preoccuparsi che non sia la chiamata di qualche cliente o fornitore e invece scoprire di continuo che si tratta dei soliti disturbatori. Inoltre tenendo spesso la linea occupata talvolta ostacolano le operazioni pos».

Infatti - domanda da Prato Raniero Maccari - bisognerebbe sapere «se è legale telefonare in continuazione a persone e ditte che lavorano. Poi mi piacerebbe sapere chi vende i numeri di telefono. Io mi sono iscritto al Registro delle Opposizioni, ma non serve a nulla. Anzi mi sembra che ultimamente il fenomeno stia aumentando: tra fisso e mobile ricevo , in media, da 4 a 6 telefonate al giorno». E quando Maccari domanda all’operatore il nome, il nome della società per la quale sta chiamando o da chi abbia avuto il suo numero «riattaccano subito». Per non fornire informazioni che sono obbligati a dare, in base al Codice della Privacy. Invece - dice Massimo Innocenti - si ricevono solo "continuamente telefonate da prefissi 02, 06, 081, 029 e altri».

Per questo è necessario continuare a firmare la petizione de Il Tirreno contro le telefonate moleste su www.iltirreno.it o su change.org. E raccontare le disavventure con call center particolarmente aggressivi alla mail inchiestadeilettori@iltirreno.it.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web