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«I dipendenti vanno rimotivati»
L’ex dirigente Mps Gianfranco Antognoli: i tagli vanno fatti con molta attenzione
VIAREGGIO. «I manager del Monte dei Paschi ora devono provare a rimotivare i dipendenti, tutt’altro che felici per come finora è stata gestita la banca. Sono mortificati, da anni sugli scudi. Eppure fra di loro ci sono valide professionalità che meriterebbero importanti scatti di carriera. Non certo che i ruoli di prestigio vadano a qualche figura esterna».
Gianfranco Antognoli, viareggino, in passato ha ricoperto il ruolo di vicedirettore di Banca Toscana e, fino al 2010, quello di direttore generale di Mps Leasing & Factoring. Conosce ogni aspetto dell’istituto senese, da cui adesso è in pensione.
Antognoli, in tutta la banca si parla di tremila esuberi. Si tratta di numeri importanti.
«I tremila esuberi sono realistici, ma la banca deve scegliere accuratamente quali filiali tagliare. Mps non può abbandonare i piccoli territori, ma limitarsi per così dire a chiudere gli sportelli di troppo nelle città, dove la chiusura di una filiale peggiora solo l’offerta alla clientela».
Ci faccia qualche esempio.
«Se a Viareggio ci sono più sportelli, è meglio chiuderne uno qui rispetto all’unico che ci può essere a Pontremoli. È ovvio: rappresenterebbe un suicidio».
E quale sarà il futuro dei dipendenti considerati in esubero?
«Anche loro devono essere selezionati attentamente. Bisognerebbe scegliere solo coloro che possano essere accompagnati alla pensione senza traumi o danni economici. Chiaramente non possono rimanere a piedi, per loro occorre fare ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma tagliare, anche se non in modo lineare, non è assolutamente sufficiente».
Quindi cosa serve per rilanciare la banca in un momento storico così difficile?
«I manager dovrebbero promuovere chi se lo merita e tutti i dipendenti devono lavorare di più e meglio. È il mio slogan, ma chiaramente devono anche ricevere qualcosa in cambio, come le gratificazioni professionali. Oggi sono demotivati, mortificati dalla gestione Profumo-Viola, che io reputo in continuità con quella di Mussari e Vigni».
Antognoli, secondo lei Monte dei Paschi ce la può fare a uscire dal baratro?
«Sì, certo che ce la può fare. E io spero veramente che ce la faccia, visto che sono ancora molto affezionato alla banca. I manager devono valorizzare i dipendenti che rimarranno all’interno dell’azienda. Devono fare in modo che diventino il valore aggiunto. Se un cliente sceglie un banca invece che un’altra, ad esempio per accendere un mutuo o un prestito, lo fanno principalmente per le qualità dei dipendenti che hanno di fronte. Valorizzandoli, le cose non potranno che migliorare. Se un direttore fa bene a Viareggio, faccio un esempio banale, promuoviamolo a capo della filiale di Lucca, che è più importante». (s.t.)
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