Il presidio
«Disturbati all’ora di pranzo e magari sono pure impostori»
LIVORNO. Antonino Bruna è un autotrasportatore. E fino a un mese fa era stato risparmiato dalle chiamate commerciali moleste. «Da un mese a questa parte, però - scrive - mi arrivano tante chiamate e...
LIVORNO. Antonino Bruna è un autotrasportatore. E fino a un mese fa era stato risparmiato dalle chiamate commerciali moleste. «Da un mese a questa parte, però - scrive - mi arrivano tante chiamate e la maggior parte dal Nord Italia. Sono chiamate di call center con prefissi telefonici di Torino, Milano e Venezia, pur non mancando qualche telefonata dal Sud». A causa del suo mestiere di trasportatore, conferma Bruna «non posso non rispondere al telefono. Ma per evitare di essere disturbato metto il numero del telefono come indesiderato: questo sistema un pochino funziona».
Tuttavia non è la soluzione definitiva. Per questo, l’abbonato vuole sottoscrivere la petizione de Il Tirreno per ampliare la tutela dalle telefonate moleste. Sulla piattaforma change.org oppure sul sito www.tiltirreno.it si può firmare la petizione per consentire a tutti di essere inseriti nel Registro delle Opposizioni. E agli abbonati di cancellare i passati consensi all’utilizzo dei propri dati per comunicazioni commerciali.
La petizione cresce al ritmo di oltre 100 firme al giorno. È già arrivata a circa 108.120 sottoscrittori. «Sono stufo - dice Luigi Salvadori - di ricevere puntualmente all'ora di pranzo telefonate spessissimo ingannevoli che propongono contratti e sconti per le principali società di servizi». Ribadisce il concetto Francesco Alessandro Squillino: «Ora i call center hanno esagerato». In effetti - aggiunge Salvatore Santoro «siamo chiamati continuamente, soprattutto dai rivenditori di qualche prodotto. Vorrei non essere contattato: spesso non siamo in grado di valutare se chi chiama è persona seria o impostore di professione. Lo Stato deve intervenire per punire i trasgressori, altrimenti è loro complice permettendo queste pratiche non richieste. Occorrerebbero sanzioni certe contro chiunque non rispetti la Privacy delle persone, applicando nuove regole severe, a tutela degli utenti che non vogliono essere chiamati».
Riuscire a non essere chiamati, sostiene Marco Vanneschi, docente all’università di Pisa, è davvero un’impresa: «Più volte al giorno vengo contattato, in particolare sul telefono fisso, per quanto ora abbiano iniziato pure sul cellulare: mi piacerebbe sapere come abbiano fatto a procurarselo. Il fatto più fastidioso, comunque, è che quando telefonano a casa, il telefono squilla sempre intorno all’ora di pranzo o mentre un familiare sta riposando. Ci deve essere un modo per non ricevere più queste chiamate, offerte per nuovi contratti di luce, gas». E se non c’è «deve essere trovato». Come sollecitano molti lettori. Chi vuole segnalare le proprie disavventure con telefonate aggressive può inviare una mail a inchiestadeilettori@iltirreno.it.
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