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Frase sessista all’assessora in consiglio
Ex deputato apostrofa la Mammini: «In preda a un orgasmo interno»
LUCCA. «L'assessora è impegnata nel suo ruolo ma dal 31 maggio è presa da un orgasmo interno che le fa usare toni troppo esagitati». No, non siamo negli Stati Uniti, e questo apostrofo volgare non è contenuto in un video “rubato” al candidato repubblicano Donald Trump durante uno dei suoi apprezzamenti sessisti che lo hanno fatto precipitare nella bufera. Siamo nella civilissima Lucca, nell’aula consiliare di Palazzo Santini. E l’apostrofo arriva da Piero Angelini, ottantenne leader di Governare Lucca, già docente universitario in materie giurisprudenziali, già consigliere regionale, deputato per un decennio (dall’83 al ’94) e sottosegretario dall’89 al 92. La destinataria è Serena Mammini, assessora all’Urbanistica, verso la quale Angelini ha più volte espresso disapprovazione per l’operato svolto. Questa volta è andato oltre.
Durante la seduta consiliare di martedì - erano circa le 23 - la discussione si stava accalorando su una variante urbanistica per la destinazione d’uso di due immobili comunali proposta (poi approvata) dalla maggioranza ma avversata da alcuni gruppi di minoranza, tra cui quello di Angelini. Il quale, presa la parola per dire la sua posizione e ha voluto colorirla di un’espressione perlomeno inopportuna, quale il fatto di descrivere l’assessora come in preda «a un orgasmo interno».
Una frase sentita da tutti i presenti, che però sono rimasti zitti, fermi e immobili (l’hanno ripresa però i registratori dell’aula). Tanto che l’assessora Mammini sulle prime ha pensato di aver udito male. «Poi - racconta - ho cominciato a ricevere messaggi che me l’hanno confermato». Lei si è arrabbiata, ma non ha controbattuto. Salvo, pochi minuti dopo, affidare al suo profilo Facebook, la testimonianza di quanto di deplorevole era andato in scena. «Nel consiglio comunale di stasera - ha scritto - un consigliere comunale, forse ingalluzzito, ha detto che dal 31 maggio (data di adozione del piano strutturale, ndr) sono presa da orgasmo interno. Avrei voluto chiedere maggiori dettagli sulla questione, che mi incuriosisce, ma ho preferito sorvolare. Queste affermazioni parlano da sole. Salute a tutti».
«Mi sono scocciata di non replicare mai alle parole di Angelini - dice la Mammini a voce - Sono una ragazza tranquilla, ma stavolta non volevo fargliela passare liscia. Volevo che delle sue parole rimanesse traccia. Le parole hanno un peso e lui si deve calmare».
Interpellato, Angelini non cerca di smentire, anzi. «Ho detto che era esagitata, perché non stava ferma e diceva cose che non c’entravano col dibattito - spiega - Fare il piano strutturale è un compito impegnativo e lei non è in grado di sopportarlo. Ho detto che era presa da orgasmo interno: non penserà mica che volessi alludere a qualcosa di sessuale? Io mi riferivo al fatto che lei è così piena di sé da scoppiare: secondo le mie buone letture è da intendersi così. Se la Mammini pensa a un’affermazione sessista, vaneggia». Si scuserà? «Non mi scuso - risponde Angelini - C’è un difetto di comprensione dell’italiano che non ha nulla a fare col sesso ma col cervello». Si sente un po’ Trump? «Figuriamoci - ribatte - non lo voterei nemmeno». L’unica a prendere pubbliche difese di Serena Mammini è la presidente della commissione pari opportunità Daniela Grossi che, sempre su Facebook, oltre a disprezzare «l’abitudine a concepire le donne solo in certi ambiti da parte di alcune persone» si dispiace perché «mi sarei attesa una ferma e immediata condanna da chi coordina quei contesti». Invece, tutti zitti. Le uniche parole giungono dal sindaco Alessandro Tambellini: «Il consiglio comunale è un luogo di elezione ma ieri si è scaduti di livello. Non approvo un linguaggio del genere specie verso una donna». Perché non è intervenuto? «Abbiamo un presidente del consiglio comunale molto attento, spettava a lui fare valutazioni d’insieme».
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