Il presidio
Un nuovo obbligo per i riscaldamenti centralizzati nei condomini
Entro la fine dell'anno dovranno essere installate valvole e contabilizzatori negli impianti. Multe fino a 2.500 euro per gli inadempienti
Entro la fine dell’anno dovranno essere installate in tutti gli appartamenti dei condomìni provvisti di riscaldamento centralizzato. Altrimenti scatta la multa. E che multa: da 500 a 2.500 euro. Contabilizzatori di calore e valvole termostatiche diventeranno obbligatori a partire dal primo gennaio 2017. Ce l’ha chiesto – con una direttiva del 2012 – l’Unione europea. Il motivo? Incrementare la sicurezza nelle nostre abitazioni e renderci più responsabili in tema di emissioni atmosferiche e rispetto per l’ambiente. La novità – come detto – riguarda chi vive nei condomìni e si riscalda grazie a un impianto centralizzato. Famiglie che fino all’installazione dei nuovi dispositivi pagheranno (o pagavano, se già sono in regola) la bolletta del metano in base ai metri quadri del proprio appartamento e non sul calcolo dei consumi effettivi, come chi ha un riscaldamento autonomo.
Come funzionano i dispositivi
Contabilizzatori e valvole termostatiche devono essere installate su ciascun termosifone di casa. La valvola termostatica – posizionata sul radiatore in corrispondenza del tubo che lo collega alla parete – generalmente si può impostare su cinque differenti livelli di temperatura (da uno a cinque) dove il tre, in quasi tutti i modelli presenti sul mercato, equivale ai 20 gradi. Una volta raggiunta la temperatura indicata sulla manopola, il radiatore inizia a raffreddarsi. Il contabilizzatore di calore, invece, serve per stabilire il reale consumo degli inquilini dei singoli appartamenti. Così in autunno e in inverno – quando arriveranno le bollette condominiali – l’amministratore potrà facilmente dividere la spesa sulla base dei consumi veri e non su quelli presunti, calcolando (come finora d’abitudine) i metri quadrati delle abitazioni in cui è suddiviso l’edificio. Per stabilire con certezza l’importo di ogni bolletta basterà analizzare i dati che i contabilizzatori invieranno via radio alla centralina condominiale. Si tratta di un apparecchio che, di solito, viene montato nella tromba dell’ascensore o in quella delle scale. Nessuno dovrà quindi entrare all’interno delle nostre case per rilevare quanto gas avremo consumato. Disporremo, insomma, di un impianto centralizzato che potremo gestire quasi in completa autonomia, accendendo e spegnendo i termosifoni a nostro piacimento, almeno nella fascia di accensione decisa nell’assemblea di condominio.
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Il rischio multe
Salvo proroghe dell’ultimo minuto – fino ad ora non previste, anche se non tutti si sono messi in regola – da Capodanno chi non si mette a norma rischia di beccarsi una multa da 500 a 2.500 euro. Sanzione che andrà a colpire il proprietario dell’immobile. Un’eventualità comunque remota, dato che gli ispettori che si occupano di rilevare le eventuali infrazioni sono pochi: circa 150 in tutta la Toscana, orientativamente 15 per provincia, secondo quanto ci ha comunicato la Regione. Ad oggi a gestire i controlli sono le Province (dal primo gennaio 2017 sarà la Regione) mentre nei Comuni sopra i 40.000 abitanti ci pensa (e ci penserà anche il prossimo anno) l’amministrazione municipale. Più facile che i funzionari pubblici bussino alla porta in caso di mancata revisione della caldaia per poi, in seconda battuta, dare un’occhiata anche ai termosifoni. Ma che cosa succede se l’inquilino non fa entrare gli ispettori? L’ispettore non è né un militare, né un agente di polizia, sia chiaro, ma questo non autorizza i cittadini a opporsi al controllo. Se il controllo è motivato da questioni di sicurezza, ad esempio da rischi di esplosioni – fanno sapere dalla Regione – gli ispettori possono essere accompagnati dagli agenti della polizia municipale, altrimenti in visita arriveranno da soli. Lasciandoli sul pianerottolo la questione non si conclude certamente con un nulla di fatto, visto che la Provincia o il Comune invieranno una raccomandata in cui viene annunciata la data e l’ora della nuova verifica. E opponendosi anche a quest’ultima, scatterà la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro, con l’obbligo di mettersi in regola nei successivi 45 giorni.
I costi e i risparmi
I contabilizzatori e le valvole termostatiche non vengono certo installate gratis e la spesa media per ciascun termosifone si aggira sui 120 euro (si possono trovare naturalmente offerte più vantaggiose). Solitamente è l’amministrazione condominiale che si occupa di tutto e lo fa nei periodi in cui fa più caldo, quando i termosifoni sono ancora spenti. E visto che normalmente si possono accendere a partire dal primo di novembre, mancano meno di 20 giorni per piazzare i nuovi dispositivi in casa. A lungo andare – secondo gli esperti – un ragionato utilizzo delle valvole termostatiche potrà comunque portare a risparmi di centinaia di euro l’anno (dal 10 al 30 per cento sulle precedenti bollette), con una considerevole riduzione delle emissioni atmosferiche. Che è poi il motivo per il quale l’Unione europea ha introdotto questa direttiva.
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