Il presidio
Linea dura per le vaccinazioni: obbligo per i bambini
Fino a 3 anni dovranno assumerlo, altrimenti asilo nido sbarrato
Niente asilo nido per i bambini non vaccinati. Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità andrà «avanti come un treno». Entro fine anno vuole approvare la legge che ha un precedente solo in Emilia Romagna. Fra due martedì porterà in giunta la delibera che istituisce la commissione di esperti per formulare la legge in modo da non farla annullare dallo Stato.
Dentro la commissione ci saranno rappresentanti dei Comuni, giuristi, medici e, soprattutto rappresentanti della commissione vaccinazioni della Toscana. Dovranno non solo confezionare una legge blindata. Dovranno riportare i genitori dai pediatri. Dovranno far recuperare il terreno perso nel campo della prevenzione delle malattie infettive, anche gravi: almeno 3 punti di vaccinazione, ammette Emanuela Balocchini, responsabile del dipartimento Prevenzione della Regione. La soglia di sicurezza, per evitare il diffondersi, di nuovo, di malattie come la poliomelite o la difterite, è la vaccinazione di almeno il 95% dei bambini. Nel 2015, questa soglia non è stata raggiunta. Certo, è stata sfiorata: si parla dell’obiettivo mancato dello 0,2%. Ma il problema è che dal 2012 a oggi, la percentuale è sempre andata calando. Tanto che la vaccinazione contro la rosolia è passata in tre anni dal 91,1% all’88,6%. Quella del morbillo più o meno ha subìto un calo analogo: dal 91,1% all’88,7%. Al momento, non si sono ancora manifestate recrudescenze particolari di queste malattie. Il fenomeno, però, non deve essere trascurato perché - fanno presente i medici - in Gran Bretagna dove la percentuale di vaccinazione ha subìto un crollo verticale si sono verificati casi di mortalità da morbillo. E, comunque, senza andare troppo lontano, una bambina è deceduta a causa della pertosse anche a Bologna. È per questo che la Regione Emilia a luglio ha deciso di promuovere la legge per la vaccinazione obbligatoria nei nidi. E la Toscana, ora, la segue a ruota. «Non possiamo intervenire nelle scuole dell’obbligo - ammette Stefania Saccardi - perché sono di competenza dello Stato e non abbiamo potere di legiferare. Ma sui nidi, che non sono scuole dell’obbligo, possiamo intervenire. E lo faremo». Per garantire l’effetto gregge, la protezione a oltranza della popolazione. «Anche perché - ricorda Antonio Panti, presidente dell’ordine dei medici della Toscana - certe malattie non sono scomparse. Non si manifestano più grazie, proprio, all’effetto della vaccinazione. Ma non sono eradicate. Io ho visto i morti di poliomelite e ho visto la gente finire in carrozzella per la poliomelite, perché mi sono laureato quando ancora il vaccino contro questa malattia non c’era. Mi auguro di non dover vedere ricomparire la malattia in Toscana per un calo di vaccinazioni: sarebbe, per me, la più grande sconfitta professionale».
Una sconfitta che la Regione non vuole neppure prendere in considerazione. Per questo dal 3 ottobre parte con una campagna a sostegno della vaccinazione infantile, insieme all’ospedale pediatrico Meyer. Investirà 205mila euro nella campagna “Dammi un vaccino” per convincere i genitori a proteggere i loro bambini, già dal primo anno di età. Usufruendo, perfino, della vaccinazione gratuita contro l’epatite B che in Toscana è garantita a tutti i nati dal 2014.
La campagna per la vaccinazione interessa circa 28mila nati l’anno, ma i vaccinati sono meno. Poco meno del 95% per il vaccino esavalente e sotto l’89% per parotite, morbillo, rosolia. «Le vaccinazioni - spiega la dottoressa Balocchini - spesso sono vittime del proprio successo. La gente pensa che sia inutile vaccinare e vaccinarsi perché le malattie non si vedono più: non si vedono, ma ancora esistono. Solo il vaiolo è stato eradicato. Le altre ci sono». Purtroppo - aggiunge la dottoressa - spesso «ci si fida anche del fatto che si vaccinino gli altri. Solo per il tetano non vale questo effetto perché per questa malattia non esiste l’immunità di gregge». Non ultimo, c’è il problema «dell’effetto deleterio causato dalle false informazioni sugli effetti dei vaccini. In particolare dalla bufala dell’autismo. La comunità scientifica ha dimostrato che i vaccini non causano l’autismo, eppure la convinzione si è diffusa. E i tassi di vaccinazione si sono abbassati. In modo drammatico. Per questo si sono tornati a vedere casi di mortalità per malattie considerate debellate».
Vaccinarsi informati.
Ecco una scheda sulle malattie e i possibili rischi da vaccinazione.
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