Il Tirreno

Toscana

Il dono di Paolo Brosio e l’applauso della gente di Amatrice

dall'inviata Melania Carnevali
Paolo Brosio in una delle tende di Amatrice
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Paolo Brosio in una delle tende di Amatrice

L’associazione “Olimpiadi del cuore”  ha devoluto 13mila euro alle persone colpite dal terremoto.

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AMATRICE. Due pulmini, un’auto, un tiramisù per cento persone e due assegni per un totale di 13mila euro.
«Ho voluto festeggiare così oggi (mercoledì 28 settembre) il mio sessantesimo compleanno. Il più bello che abbia mai festeggiato».

Paolo Brosio parla dalla tendopoli della Misercordia allestita a Sant’Angelo d’Amatrice, nel Lazio, una delle zone più colpite dal terremoto del 24 agosto scorso. È qui che ieri è arrivata una mini-carovana di aiuti partita da Forte dei Marmi, composta dalla sua associazione, “Olimpiadi del cuore”, e dalla Misericordia di Firenze. Quasi quattrocento chilometri su e giù per gli altopiani verdi dell’Appennino, lungo strade infinite che si attorcigliavano intorno al monte, per portare soldi ai terremotati.

Nelle settimane scorse infatti le due organizzazioni, con il programma “Aiuti del Cuore ai Terremotati Lazio e Marche”, avevano raccolto 13mila euro da destinare alle popolazioni terremotate e poi li hanno consegnati di persona. Metà è andata ai terremotati di Arquata del Tronto, ed è stata consegnata martedì direttamente al vescovo di Ascolti Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, nella tendopoli allestita nel campetto da calcio di Arquata del Tronco. Una decina di tendoni blu, una mensa, una zona per la messa. E bambini che girano per il campo con i loro cagnolini cercando la normalità.«Useremo questi soldi per far tornare queste famiglie presto in una casa», ha commentato il vescovo.

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Gli altri 6.500 euro sono andati ad Amatrice, comune composto da 69 frazioni, tutte colpite dal terremoto. E sono stati consegnati ieri pomeriggio alla Aips, associazione culturale di Amatrice che sta raccogliendo fondi proprio per la ricostruzione, nella tendopoli di Sant’Angelo, dove Paolo Brosio ha passato la notte insieme agli sfollati e agli altri volontari. «L’obiettivo - spiega Brosio compilando l’assegno - è quello di usare questi soldi per far ripartire attività strategiche di questo territorio, come le attività agricole e i fornai. Se non ripartono loro, non riparte nessuno. Le attività sono il motore di una comunità e per questo abbiamo deciso di destinarlo a loro».

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Ma ieri era anche il compleanno del giornalista e conduttore televisivo. Nella mensa della tendopoli è arrivato quindi il , dolce e lo spumante. “Tanti auguri a te”, cantavano gli sfollati. “Tanti auguri ad Amatrice”, cantava Brosio. «Avevo voglia di passare un compleanno speciale, con le persone che stanno soffrendo», ha detto il giornalista.

«Vi ringrazio di cuore per quello che voi di Amatrice avete dato a me - continua - perché mi avete dato la possibilità di stare qui. In questo momento bisogna stare tutti qui». Poi si ferma.
Una bambina si fa spazio tra la folla e gli porge un muffin con una candelina e una lettera: «Grazie Paolo - c'è scritto dentro - per le trasmissioni che fai e le tue preghiere».
 

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