Augello saluta l'Ateneo con un ritratto da 11.000 euro
Il rettore: «È la cifra che è sempre stata spesa» Ma la tradizione pisana comincia a far discutere
PISA. Una tela ad olio di 83x123 centimetri dal costo di 11.000 euro. Un dvd di 12x12 centimetri che costa 0,80 centesimi.
La prima rappresenta il saluto dell’Università di Pisa al Magnifico Rettore Massimo Augello, che nel prossimo autunno sarà sostituito dal neoeletto Paolo Mancarella. Il secondo è il commiato al direttore della Scuola Normale.
«Pensavate di aver fatto lo scoop della vita, ma la vostra è una tempesta in un bicchier d’acqua», è lo sfogo indirizzato al Tirreno dallo stesso Augello, quando si rende conto dell’interessamento giornalistico per il fatto che il ritratto del Magnifico Rettore costerà all’ateneo pisano 11.000 euro (cornice esclusa). Nonostante si tratti di una tela “magnifica” per il Magnifico, la voce di spesa va prosaicamente nel bilancio “Mobilio e arredo”.
Si poteva risparmiare sulla cifra? «È la stessa identica stanziata per il ritratto del mio predecessore», precisa Augello, il quale sottolinea come «per la prima volta sia stato fatto un bando all’insegna della massima trasparenza».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.13949887:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2016/08/12/news/undicimila-euro-la-spesa-per-il-ritratto-del-rettore-augello-1.13949887]]
Il bando scadeva il 18 agosto. Di certo, per il decoro ed il prestigio dell’ateneo non si può scegliere un “pataccaro ritrattaro” che spalma il colore sulla tela con la cazzuola, anche perché la tradizione dei ritratti all’ateneo pisano va avanti da 200 anni ricalcando le tradizioni di Oxford e Cambridge. L’uscita del bando con la cifra però, ha sbigottito anche i rappresentanti di Sinistra Per, che si sono definiti “interdetti”. Il costo disorienta, anche perché se da Palazzo alla Giornata, sede del Rettorato, si entra nel Palazzo della Carovana, dove c’è la Scuola Normale Superiore, lì il cerimoniale per il direttore che finisce il suo mandato, è molto più low cost. «Al direttore che termina il suo quinquennio viene consegnato un dvd con filmati e fotografie significative del suo operato. Non è previsto alcun dipinto», dice il neo direttore della Normale Vincenzo Barone.
Se alla Normale sono parchi nel commiato al direttore, alla Scuola Sant’Anna sono fin troppo algidi perché non è previsto nulla di nulla dal punto di vista ufficiale o cerimonioso forse anche perché il Sant’Anna non ha la storia plurisecolare dell’Ateneo e della Normale. E a Siena? Ci danno di scalpello. «Il nome del rettore uscente viene inciso su una stele di pietra assieme ai nomi dei predecessori, ma quest’anno ne dovremmo comprare un’altra perché non c’è più spazio», dicono dall’ateneo senese aggiungendo di non aver nessun “scalpellino di corte”. E a Firenze? Una foto che è poco più di una cartolina. «Quando il rettore finisce il suo mandato, gli facciamo una foto e la appendiamo nella sala del consiglio di amministrazione assieme a tutte quelle dei predecessori. La foto è un po’ più grande di una cartolina, anche perché noi, a differenza di Pisa, non abbiamo una tradizione di ritratti pittorici con tanto di pinacoteca dedicata».
Circa il ritratto del rettore Augello (che verrà collocato nell'aula magna storica del palazzo della Sapienza), si precisa che le modalità di realizzazione dovranno prevedere: scatti fotografici, scelta delle foto in accordo con il rettore, bozzetti preparatori da approvare e tre pose dal vero di circa un’ora ciascuna. Il tutto da farsi in 75 giorni. «Ai miei tempi - interviene l’ex rettore Luciano Modica - non era previsto alcun bando e tutto si risolveva in una mezz’ora, con un bozzetto fatto da un pittore lucchese che lo consegnava ad una commissione di storici dell’arte». Modica, rettore dal 1993 al 2002, è stato il primo a dare una sforbiciata all’ermellino e alla toga: «Ho preferito la mia giacca e la cravatta che avevo fatto fare per tutti i dipendenti amministrativi dell’Ateneo ed ho voluto che venissi ritratto con un libro di matematica sul tavolo. Era quello che mi portavo a lezione ma non ricordo minimamente quanto fosse costato quel ritratto».
Il pittore era sempre lo stesso ed era lucchese. Con Massimo Augello invece si è varata la formula del bando che garantisce trasparenza, ma la trasparenza spesso, si porta dietro anche una scia di critiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
