Il Tirreno

Toscana

Rilevatori e security: l’esodo al tempo del terrorismo

di Libero Dolce
Rilevatori e security: l’esodo al tempo del terrorismo

Noi all’imbarco di Piombino: scongiurata la paralisi ma alla fine i veicoli controllati sono solo 160 su 5000

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PIOMBINO. Ci si aspettava la paralisi al porto di Piombino, con l'imbarco di migliaia di auto rallentato dagli annunciati controlli antiterrorismo. Ma ieri è stato il solito e ordinario caos a cui i piombinesi sono quasi assuefatti. Forse perché, su 5.000 auto imbarcate ne sono state controllate 160. Una media di 2,4 auto testate su 100.

E comunque faceva una certa impressione, ieri mattina, vedere placide famigliole gentilmente invitate ad uscire dall'abitacolo e uomini in uniforme in azione con rilevatori molecolari e specchi d'ispezione, strane scope che servono per controllare la parte inferiore dell'auto. L'allarme terrorismo ha fatto irruzione nell'esodo vacanziero di Ferragosto. Sabato di traffico super, a Piombino. Alle 18 dalle banchine erano passate, fino a quell'ora, 160 automobili e 500 passeggeri.

Qualche giorno fa il comandante della Guardia Costiera nazionale Vincenzo Melone ha annunciato l'aumento delle misure di sicurezza nei porti italiani destinati al traffico croceristico e passeggeri. Nessun allarme specifico, ma per chi gestisce i controlli lo sforzo, con il fine settimana lungo fino al lunedì di ferragosto, è evidente. Passeggeri e veicoli da imbarcare in aumento, con controlli più lunghi e specifici. Il rischio è di paralizzare le città portuali, come Piombino, dove già le code interminabili sono la quotidianità estiva nei fine settimana.

I turisti in coda, tra chi aspetta volentieri e chi mal sopporta l'attesa

A inizio giornata i numeri attesi tengono alta l’adrenalina: «Aspettiamo più di ventimila passeggeri e quasi settemila veicoli in totale. Il personale farà turni di 11 ore consecutivi», spiega alle nove Stefano Bianco, responsabile della sicurezza per il porto di Piombino. Giornata calda, in ogni senso.

Ad attendere i primi veicoli che di mattina già alle otto e mezza arrivano nel porto piombinese c'è la novità dei controlli antiterrorismo. Un primo addetto divide le auto destinate all'Elba, la gran parte, da quelle in transito per le crociere o dirette in Sardegna. Su queste i controlli più capillari: in certe situazioni fino al 70% delle automobili ispezionate. In contatto con le radiotrasmittenti, gli uomini e le donne della sicurezza indirizzano le auto scelte a campione verso l'area dei controlli.

Una volta lì un addetto con un marchingegno simile a un'aspirapolvere portatile, un rilevatore molecolare, controlla gli interni dei veicoli e i bagagli dei passeggeri. Si cercano tracce di sostanze esplosive e la macchina è capace di individuare le più piccole quantità, dipende da come viene tarato. Per spiegare le doti del segugio elettronico basta un esempio: «Può persino rilevare la presenza di cocaina su banconote che sono state a contatto con altre in un portafogli, è molto preciso», chiarisce Bianco. Sui sedili può persino sniffare tracce della polvere da sparo dei fuochi d'artificio.

All'esterno le auto vengono invece controllate con uno specchio d'ispezione collegato a un bastone per esaminare la parte inferiore del veicolo alla ricerca di possibili ordigni. Nel frattempo i passeggeri vengono identificati, registrati e se l'esito è negativo il controllo è finito, avanti il prossimo. Così dalle 9 a sera.

Questi controlli più specifici riguardano i passeggeri in viaggio per tratte lunghe. «Abbiamo molto più personale del solito attivo tra le banchine e in borghese per tutta l'area portuale. Sulle tratte brevi i controlli sono più leggeri, al momento non sono soggetti alla nuova normativa. Ovviamente c’è la videosorveglianza attiva e il controllo sulle targhe eremotizzato presso le sale operative delle forze dell'ordine» spiega a metà pomeriggio Bianco, il viso arrossato dalle moltissime ore spese in strada a regolare il flusso.

Molti gli agenti della polizia, in borghese o in divisa, che pattugliano l’area. Fuori dalla zona del porto il traffico è regolato da una squadra di vigili e uomini della protezione civile in servizio negli snodi sensbili. Ingresso della città e rotonde. Sono dieci in tutto e cercano di non fare rallentare troppo le colonne.

Gli orari più duri sono quelli tra le 12 e le 14 e nel pomeriggio più inoltrato dopo le 16. Si accavallano i passeggeri in arrivo con quelli in partenza, col rischio paralisi.

Nonostante le attese però la prima giornata di grande traffico con l’allerta a livello 2, il 3 è il massimo, scorre liscia. Il traffico c’è stato, ma non più del solito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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