Il Tirreno

Toscana

Arriva la nave fatta come un treno

Barbara Baroni
L’imbarcazione modulare, un concetto sviluppato da Econboard che prelude ai “treni d’acqua”
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L’imbarcazione modulare, un concetto sviluppato da Econboard che prelude ai “treni d’acqua”

Econboard, spin-off dell’Università di Pisa, ha realizzato l’imbarcazione modulare. Dopo il prototipo da 12 posti, tra pochi mesi scenderà in acqua il primo modello

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E se le navi fossero fatte di vagoni come i treni? Forse sfrutteremmo maggiormente le tante vie d’acqua che, capillarmente, si allungano nella nostra penisola, anche alla luce del fatto che la Comunità Europea ha progettato di spostare il 30 % del traffico, oggi su strada, verso i settori ferroviario e navale entro il 2030. E nel 2050 questa percentuale salirà al 50%. E’ nata al momento giusto Econboard, una start-up innovativa, spin-off dell’Università di Pisa, pensata con lo scopo di industrializzare un nuovo concetto di trasporto navale basato su mezzi più sicuri ed intrinsecamente ecologici.

«Abbiamo studiato – dice l’ingegner John Scanu che sta rivoluzionando insieme al suo team il trasporto d’acqua - il mercato del trasporto di piccolo e medio cabotaggio per vie d’acqua interne e costiere. Guardando ai settori di punta nell’ingegneria dei trasporti abbiamo visto che uno dei concetti davvero di impatto è la modularità, che esiste nel mondo dei treni e della strada, ma non sui trasporti per via d’acqua. Un mezzo modulare, che all’occorrenza può aumentare o diminuire le proprie capacità di carico, oltre ad essere economicamente più vantaggioso, è intrinsecamente più ecologico e ecocompatibile».

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Così è stato messo a punto uno scafo catamarano capace di minimizzare i consumi e ridurre notevolmente l’inquinamento ondoso: «Abbiamo dotato questo catamarano – racconta Scanu - di due motori elettrici capaci di orientare l’elica uno a prua ed uno a poppa dell’imbarcazione, secondo una configurazione “in linea”che abbiamo brevettato. In questo modo garantiamo all’unità una manovrabilità impossibile ai mezzi tradizionali e importantissima per le manovre durante la navigazione in acque interne e costiere».

Inoltre, la propulsione ibrida, diesel elettrica, consente di ridurre i consumi contando su autonomie studiate per la tipologia di missione. Il team di ingegneri ha, infine, immaginato di dividere in mezzo l’unità con un piano passante per la mezzeria, in modo che ognuna delle due gemelle risultanti sia autonoma ed indipendente in quanto dotata del suo proprio propulsore azimutale a prua e di un timone tradizionale nella parte poppiera.
«Il sistema di vincolo automatico tra le due gemelle è brevettato - dice Scanu - e l’opportuna conformazione delle due poppe consente in pochi minuti di raddoppiare o dimezzare la capacità di carico. Così il comandante può decidere, anche giornalmente, se usare tutta la barca, o solo metà. Il prezzo di una unità modulare industrializzata non è superiore a quello di una nave tradizionale di pari capacità». Dopo la realizzazione di un prototipo da 12 passeggeri, scenderà in acqua la prima imbarcazione modulare nella storia della nautica. Questione di pochi mesi.

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