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Lievita la spesa pro capite Lucca e Grosseto le Asl peggiori

Lievita la spesa pro capite Lucca e Grosseto le Asl peggiori

FIRENZE. La situazione peggiore è a Lucca. Colore rosso, segnale di allerta, nel linguaggio del MeS, il laboratorio di Management e Sanità della scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il costo sanitario...

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FIRENZE. La situazione peggiore è a Lucca. Colore rosso, segnale di allerta, nel linguaggio del MeS, il laboratorio di Management e Sanità della scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il costo sanitario pro capite è quello che più preoccupa in Toscana: 1862, 66 euro a paziente, 5 in più dell’anno scorso.

LIEVITA LA SPESA PRO CAPITE

Preoccupa questo dato perché la media regionale scende, di 3 euro a testa (da 1946 a 1943), ma anche il dato toscano resta pur sempre in zona a rischio, avverte il Sant’Anna. Come in molte (ex) Asl Toscane: a Prato dove il costo pro capite lievita di circa 9 euro. E a Grosseto, dove il bollino arancione avverte di un aumento di 26 euro a testa della spesa pro capite. Male anche Viareggio e Massa, dove il costo a persona della sanità cresce, ma non come a Lucca. Che resta il peggiore per rapporto fra spesa e popolazione (che determina la classifica).

TRASPARENZA SI’, NO, FORSE

Spesso queste cifre non sono note. L’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, invece, vuole che comincino a circolare. Per far capire quanto sia necessario evitare gli sprechi. Anche se i sindacati dei medici non sembrano dello stesso avviso. Con l’eccezione di Fesmed, la Federazione dei dirigenti medici di chirurgia e ginecologia, che assorbono (con a ortopedici e otorini) la maggior parte della spesa medica ospedaliera, come ricorda il segretario regionale, Marco De Prizio: «A mio avviso può essere utile responsabilizzare i cittadini su quanto investa la Regione in sanità. Mi piacerebbe, però, che trasparenza fosse estesa anche all’amministrazione. Soprattutto perché i manager non sono stati tagliati con la riorganizzazione , a differenza di primari e dirigenti medici».

QUANTO COSTA IL RICOVERO

Frecciate a parte, De Prizio si schiera a favore del conto ai degenti, per ricordare che un ricovero può costare da 700 fino a oltre 1000 euro al giorno «in caso di interventi di chirurgia di alta specializzazione, come quella cardiologica o neurologica. Guai, però - avverte De Prizio - a utilizzare questa iniziativa come grimaldello per addossare ai pazienti i costi che la sanità non copre più con le proprie risorse».

RICOVERI SENZA SPRECHI

Anche perché - sottolinea Enrico Bianchi, vicepresidente di Ars, l’Agenzia regionale della Sanità - sprechi «nei ricoveri non ce ne sono. Intanto i medici di base non li decidono più: inviano il paziente al pronto soccorso che decide se trattenerlo in ospedale. Per pochi giorni». In Toscana - dice il MeS - le degenze durano un giorno in media delle Regioni e Province che si sono sottoposte alla verifica del sistema sanitario. «Non esistono più gli anziani che svernano negli ospedali e quando ci sono pazienti non più acuti ma che non possono andare a casa - insiste Bianchi - vengono mandati negli ospedali di comunità per le degenze più lunghe, dove l’Asl fornisce vitto e alloggio e il medico di famiglia l’assistenza sanitaria. Negli ospedali non si trova più nessuno a scaldare i letti».

RIORGANIZZARE I SERVIZI

Semmai è possibile che manchi qualche cosa, polemizza Flavio Vitelli, segretario regionale di Anaao, il sindacato autonomo. «Invece di investire in una struttura che contabilizzi le spese di degenza - dice - la Regione dovrebbe affrontare il problema degli standard organizzativi. Dovrebbe dire, struttura per struttura, quali servizi erogare per garantire qualità e sicurezza ai pazienti. Oggi non è sempre così, specie negli ospedali più piccoli. La riorganizzazione del sistema sanitario in tre Asl aiuta a rivedere il sistema toscano che è un buon sistema, ma ha bisogno di essere aggiornato».(i.b.)

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