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Violenza contro le donne: la giunta Rossi raddoppia le risorse per i centri antiviolenza
La Regione annuncia nuove risorse: sarà costituito un comitato con Anci e centri antiviolenza per decidere insieme l'utilizzo delle risorse ed eventuali modifiche alla legge sulla violenza di genere che in Toscana è ferma al 2007
FIRENZE. “Persone malvage, vili, infami”. È diretta, senza tentennamenti, la condanna del presidente della Regione Enrico Rossi all'orribile fine della povera Vania Vannucchi, l'operatrice sanitaria morta all'ospedale di Cisanello dopo essere stata cosparsa di benzina e bruciata a Lucca. Oggi, venerdì 5 agosto, il presidente è stato all'obitorio di Pisa per rendere omaggio alla salma.
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L'ultima vittima di un tragico elenco di donne che non ce l'hanno fatta: 76 ammazzate dalla violenza degli uomini dal 2006 a oggi. Mentre sono 2500 le donne che non solo ce l'hanno fatta, ma sono uscite allo scoperto. Ora dalle parole ai fatti. Con una variazione di bilancio la giunta regionale potenzia di altri 200mila euro le politiche contro la violenza sulle donne. Un quasi raddoppio delle risorse – con questo stanziamento la quota regionale arriva a 450mila euro - che saranno investite subito per dare una boccata di ossigeno ai 24 centri antiviolenza che operano sul territorio.
A ottobre uscirà il bando per rinforzare la rete delle associazioni e delle onlus che aiutano le donne vittime di violenza. Come? “Costruiremo dei percorsi – spiega l'assessora alla Sanità Stefania Saccardi – che non intervengano solo nell'immediatezza della cura delle ferite e dei danni psicologici. Faremo in modo che venga accresciuta la rete di protezione costituita dai Codici Rosa. Le donne maltrattate saranno aiutate nel trovare un rifugio sicuro dove dormire la notte, un luogo tranquillo dove accudire i figli. Il tutto lontano dalla persona maltrattante. Anche durante il processo in tribunale che dura a volte 5 o 6 anni”.
L'ANNUNCIO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SU TWITTER
Ci proponiamo, oggi stesso, come Regione #Toscana, di costituire un comitato contro la violenza sulle #donne. pic.twitter.com/DY2MwXgpjd
— Enrico Rossi (@rossipresidente) 5 agosto 2016
Ma non basta. In tempi in cui l'educazione civica non viene più insegnata nelle scuole, la vicepresidente Monica Barni annuncia tre provvedimenti: “Stiamo prendendo accordi con l'Ufficio scolastico regionale per intraprendere delle azioni educative sulla parità di genere nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle materne alle superiori. Con le università ci stiamo attrezzando per sollecitare gli studenti vicini alla laurea a sviluppare delle tesi che abbiano come tema la parità di genere. Infine, nel mese di ottobre le reti delle biblioteche organizzeranno degli scaffali di libri, tutti contro la violenza sulle donne”.
Ma la Regione non annuncia solo nuove risorse. Sarà costituito un comitato – Regione, Anci e centri antiviolenza – per decidere insieme l'utilizzo delle risorse ed eventuali modifiche alla legge sulla violenza di genere che in Toscana è ferma al 2007. Lo si farà a settembre. Con la riforma delle province che c'è stata l'anno scorso dovrà inoltre essere probabilmente ridiscussa la governance. Mancano però all'appello gli stanziamenti del governo. L'ultimo risale al biennio 2013-14 – 763mila euro per la Toscana – mentre per i due anni successivi non è arrivato niente. E la Regione sta supplendo a queste carenze. Le ministre Boschi e Lorenzin hanno assicurato nuove risorse nazionali in tempi brevi.
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