Il Tirreno

Toscana

ALLARME PER LA VENDEMMIA

La Regione velocizza l’iter per abbattere gli ungulati

FIRENZE. «Bisogna fare presto. A settembre sarà tempo di vendemmia e se la legge anti-ungulati non entra in funzione, i nostri campi sono a rischio, ma saranno a rischio soprattutto i posti di lavoro...

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FIRENZE. «Bisogna fare presto. A settembre sarà tempo di vendemmia e se la legge anti-ungulati non entra in funzione, i nostri campi sono a rischio, ma saranno a rischio soprattutto i posti di lavoro e il fatturato delle nostre aziende». Stavolta è il consorzio dei consorzi Avito – l'associazione dei vini toscani Dop e Igp – a lanciare il grido d'allarme. Con in testa il vicepresidente del Consorzio Chianti classico Sebastiano Capponi e il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi.

Fatti due conti, sono in ballo almeno 50 milioni di perdite e diverse migliaia di posti di lavoro in meno nelle aziende vitinicole. Ma non è il primo grido d'allarme. Un mese fa era stata Coldiretti a mettere tutti sull'attenti. La legge anti-ungulati approvata dal parlamentino toscano il febbraio scorso non decolla. Gli interventi di contenimento della popolazione di cinghiali (200.000 unità), caprioli (altri 200.000), daini (8.000) e cervi (4.000) che infesta i boschi e i campi della nostra regione vengono autorizzati con il contagocce. E il tempo della vendemmia non è lontano. In alcune zone si comincia a raccogliere l'uva anche ad agosto. Serve allora uno scatto in avanti nell'applicazione della legge che l'assessore all'agricoltura Marco Remaschi assicura per la settimana prossima. «Verrà approvata in giunta una delibera che velocizzerà i tempi di intervento», dice l'assessore. Finora è la burocrazia a farla da padrona. Ci vuole prima la segnalazione dell'agricoltore, poi c'é il sopralluogo degli Atc e infine il via libera del dirigente regionale. Il tutto con il monitoraggio della polizia provinciale. Dalla settimana prossima, invece, niente più segnalazioni, via i sopralluoghi, sarà sufficiente l'autocertificazione dell'agricoltore e l'abbattimento o il contenimento dei cinghiali potrà essere effettuato.

Insomma. Tempi più rapidi. Non passeranno più quei 3-4 giorni che davano tutto il tempo agli ungulati di fare razzìa dei grappoli d'uva. O almeno così dovrebbe essere, visto che un primo bilancio dell'applicazione della legge sarà fatto a novembre. Ma la Coldiretti chiede di fare un passo in più. Per bocca del suo presidente Tulio Marcelli rilancia: «Abbiamo chiesto alla Regione di attivare un'autorizzazione unica che consenta di ottenerne una per ogni necessità e di fare l'intervento entro le 24 ore». Ma i dettagli della delibera non si spingono a così tanto fino a questo momento. La prossima settimana sarà tutto più chiaro. Comunque l'assessore Remaschi non ci sta alla vulgata del flop della legge e snocciola i numeri: «Nelle province dove la norma è partita sta già producendo effetti positivi. In provincia di Firenze con la caccia di selezione sono stati abbattuti 5-600 cinghiali. Ancora più avanti è quella a caprioli e daini. Anche a Lucca siamo partiti con i primi 50-60 capi abbattuti in selezione, e a Pisa siamo a oltre 300. Ci sono buoni risultati anche a Siena». Mentre ci sono problematiche, anche se in fase di risoluzione, nei territori di Livorno, Arezzo e Grosseto.

Samuele Bartolini

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