In carcere l’uomo che uccise nella lite per il parcheggio
Lido di Camaiore: per l’accusa avrebbe minacciato di morte e poi colpito il vicino con due pugni consapevole della propria forza fisica
VIAREGGIO. E’ finito in carcere con l'accusa di omicidio volontario Federico Ramacciotti Ceragioli, 43 anni, che lo scorso 13 luglio aveva ucciso Pietro Burchignani, 60 anni, al culmine di una lite per un parcheggio a Lido di Camaiore. I carabinieri hanno dato esecuzione ad un'ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Lucca, Silvia Mugnaini, su richiesta del sostituto procuratore, Elena Leone, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l'uomo, un libero professionista, incensurato, che dopo essere stato arrestato per omicidio preterintenzionale aveva ottenuto i domiciliari. Secondo l'accusa, le indagini sul caso avrebbero fatto emergere che, nonostante non vi fosse stata alcuna provocazione da parte della vittima, Ramacciotti avrebbe minacciato di morte Buchignani per due volte. Inoltre, anche grazie ai risultati dell'esame autoptico eseguito sul corpo della vittima, sarebbe emerso che l'arrestato, a differenza di quanto dichiarato in sede di interrogatorio davanti al gip, avrebbe sferrato in rapida successione due pugni al volto contro Buchignani che cadde così violentemente a terra sbattendo il capo. Inoltre, si fa rilevare che le prime manovre di rianimazione e le richieste di intervento di un'ambulanza del 118 non sarebbero state eseguite da Ramacciotti. Per l'accusa l'arrestato, dotato di una corporatura muscolosa e massiccia, consapevole delle proprie capacità, sarebbe stato perfettamente in grado di prevedere che anche un solo pugno sferrato al volto avrebbe potuto procurare seri problemi.
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