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Toscana

Firenze, presidio dei musulmani contro l'Isis e omaggio alle vittime di Dacca

Il presidio dei musulmani a Firenze (foto Ansa)
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Il presidio dei musulmani a Firenze (foto Ansa)

Un cartello di condoglianze con le foto delle vittime italiane. In piazza San Lorenzo osservato un minuto di silenzio

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FIRENZE. Una grande bandiera del Bangladesh con sopra un cartello con i volti delle vittime italiane nella strage di Dacca e la scritta "Le nostre condoglianze": è il simbolo del presidio di protesta contro l'Isis, organizzato a Firenze, dalla comunità fiorentina del Bangladesh, in maggioranza musulmani, insieme al centro culturale Targioni Tozzetti. Circa 200 i manifestanti in piazza San Lorenzo. Durante il presidio è stato chiesto e rispettato un minuto di silenzio per ricordare le vittime. In segno di lutto, molti manifestanti portavano drappi neri con nastri rossi legati al braccio.

Erano presenti anche numerosi rappresentanti delle comunità islamiche, di varie associazioni antirazziste italiane, esponenti della sinistra, insieme all'Imam di Firenze e presidente Ucoii, Izzedin Elzir, all'assessore toscano alla presidenza Vittorio Bugli in rappresentanza della Regione e all'assessore fiorentino Sara Funaro per il Comune, le due istituzioni che hanno dato la loro adesione alla manifestazione.

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"L'Islam vuole la pace e prega per la pace nel mondo, l'Isis usa l'Islam ma sono degli sporchi assassini. Un vero musulmano non uccide se non c'è la guerra", ha detto il presidente della comunità fiorentina del Bangladesh Rouf Abdur. Izzedin Elzir ha voluto ringraziare "tutta la comunità del Bangladesh e quella islamica, le istituzioni e chiunque è oggi in piazza per dire no al terrorismo e s alla costruzione di ponti di pace". I manifestanti hanno gridato lo slogan "pace, pace" e "Contro l'Isis unità". Numerosi anche i cartelli in arabo.

Il presidio si è poi trasformato in un corteo che da piazza San Lorenzo è passato per le vie del centro storico per concludersi in piazza dei Ciompi. Tanti turisti e fiorentini hanno assistito al passaggio dei manifestanti che in bengalese, arabo, inglese e italiano intonavano slogan contro l'Isis e chiedevano pace e libertà per tutti. Passando vicino a piazza del Duomo e alla curia, il corteo è stato avvertito della veglia funebre per il cardinale Silvano Piovanelli ed ha deciso di sfilare senza far rumore per un centinaio di metri. La manifestazione si  conclusa con un'assemblea pubblica in piazza dove chi ha voluto ha preso la parola.

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