La signora pisana che riesce a parlare con Renzi: «Gli ricordo quello che deve fare»
Licia per due volte ha fermato il premier: «Credo in quello che fa, ma a volte è un po’ chiacchierino...»
PONTEDERA. Licia Bientinesi, 74 anni, di Pontedera, sorride al pensiero che mezza Italia parli di lei dopo l’incontro con Matteo Renzi a Roma, all’Altare della Patria, per la cerimonia del 25 Aprile. È stato un incontro bis quello dell’altro giorno. Nel 2015 era già successo nella stessa occasione, tanto che il premier lunedì l’ha riconosciuta. L’arzilla pensionata, originaria di Orciano Pisano e cresciuta a Cecina, è una habitué delle cerimonie romane, in occasione di feste nazionali: «Che c’è di male?».
Di tempo a disposizione, tolti gli impegni familiari, la pensionata ne ha. E lo impiega, tra l’altro, per la parrocchia dove fa volontariato. «Mi piace aiutare gli altri. E non mi spaventa nulla. Figuriamoci incontrare il presidente del Consiglio». A Licia è capitato altre volte di vedere da vicino il premier del quale è una sostenitrice.
Quando l’altro giorno i telegiornali hanno mandato in onda il video che la ritrae durante un breve scambio di battute con il presidente, Licia si è pure divertita. L’anno scorso, sempre nella stessa occasione, la pensionata aveva chiesto a Renzi interventi per migliorare la condizione degli insegnanti precari, pensando al figlio, ora docente di ruolo a Volterra.
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«Sia chiaro, mio figlio non è un raccomandato - dice la donna -. È stato un caso. L’incontro con Renzi nel 2015 non c’entra niente. Mio figlio ha una laurea in matematica con il massimo dei voti e ha frequentato la scuola di specializzazione per l’insegnamento. Mi dispiacerebbe molto se qualcuno pensasse male».
Quando può, la 74enne di Pontedera, che per tanto tempo ha tenuto la contabilità in un’azienda, non manca di partecipare alle cerimonie che si svolgono a Roma per il 25 Aprile e il 2 Giugno, festa della Repubblica.
«Vado sempre la mattina presto, così prendo posto nelle prime file. Poi è facile salutare il premier. Lui stringe la mano ai cittadini che sono ai primi posti. Lunedì sono arrivata all’Altare della Patria alle 7,15. Non c’era anima viva, il tempo era brutto. Ma non è che dopo ci sia stata una grande folla, a dimostrazione che gli italiani si ricordano sempre meno di cosa significhi il 25 Aprile».
Ormai lei e Renzi vi conoscete? «L’avevo già visto durante queste cerimonie. Ogni volta gli ricordo che sono pisana e l’antica rivalità con i fiorentini. Lo dico per scherzare. Due chiacchiere e stop, non vado a cercarlo. Comunque, è vero che l’avevo incontrato l’anno scorso e che lui lunedì mi ha riconosciuto. Cosa dire? Mi ha fatto piacere».
«Io - prosegue Licia Bientinesi - ho votato per Renzi. Sono una ex democristiana convinta e lui mi rappresenta. Credo in ciò che fa. Ma è anche un po’ “chiacchierino”, come siamo noi toscani. A volte ne dice tante e non tutte le fa. Così ho voluto ricordargli di chi ha la pensione minima. Renzi non ha preso impegni. Ma io ho insistito: “Ci pensi, presidente, è una cosa importante”». Dunque, tornerà a Roma per incontrare il premier? «E perché no?».
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