Panama Papers, i nuovi nomi toscani: c'è anche il re del marmo Borghini e lo chef Prosperi
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Lo chef Henri Prosperi e l'imprenditore del marmo Paolo BorghiniLa seconda pubblicazione dell'Espresso: si sono serviti dello studio legale fondato da Romon Fonseca e Jurgen Mossak, una delle più grandi fabbriche di società off-shore, usate per parcheggiare denaro all'estero
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Ecco la Toscana nei Panama Papers, i documenti usciti grazie a una fuga di notizie dagli archivi di una delle maggiori aziende mondiali di gestione di società off shore. Ai sette toscani presenti nell'elenco di cento italiani pubblicato nella prima puntata dall'Espresso, se ne aggiungono altri sette nella seconda.
- Riccardo Alberani, Firenze, imprenditore settore arredamento
- Paolo Borghini, Massa Carrara, imprenditore settore marmi (qui la sua reazione)
- Gastone Lucchesi, Lucca, medico, ex membro cda Cassa risparmio di Lucca e attuale socio della fondazione bancaria (leggi la scheda)
- David Dewar McMillan, Firenze, stilista e imprenditore moda
- Henri Prosperi, Lucca, chef (qui la sua reazione)
- Umberto Riveri, Lucca, imprenditore marmi (qui la sua reazione)
- Alessandro Taurini, Firenze, gioiellere
Questi nomi si aggiungono a quelli già usciti con la prima "infornata" dell'Espresso.
- Mauro Bigi e Maurizio Jacchia di Firenze, imprenditori del settore elettrico molto attivi sul mercato estero
- Candido Calugi imprenditore di Firenze
- Franco Marabotti di Firenze, dirigente d'azienda
- Marcello Menichetti di Firenze, amministratore di un'azienda metalmeccanica (questi ultimi tre nomi legati tra loro perché coinvolti a vario titolo nella gestione di un'azienda immobiliare)
- Roberto Natangelo, di Lucca, imprenditore del settore arredamenti (qui la sua reazione)
- Lorenzo Vanelli, di Massa Carrara, imprenditore del settore alimentare (approfondisci)
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