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Poste, spariti 3 milioni. «Era come un figlio, ma ci ha fregati bene»
Sotto accusa il direttore dell'ufficio: «Qui non si vede da febbraio» E nel paese di Nievole, sotto choc, spuntano i manifesti "wanted". Per molti erano i risparmi di una vita. Inchiesta della Procura per appropriazione indebita
MONTECATINI TERME. Nievole, 350 famiglie, frazione di Montecatini Terme, 3,75 km di curve che si arrampicano lungo la Mammianese-Marlianese, poi la strada cambia e declina dolcemente. Una valle, un torrente, un pugno di case, il circolo Arci, l’ufficio postale, qualche serra, pesche e fragole. E fiumi di rabbia. Da quando “Franco”, l'impiegato-direttore delle Poste, l’amico, il consigliere, “quasi un figlio” - dirà sgomento Florio Gori - è sparito, lasciando decine di clienti con un pugno di mosche in mano. Perché con lui si sono volatilizzati tanti soldi tra libretti e prodotti postali aperti nel piccolo ufficio situato proprio all’inizio del paese.
Tre milioni di ammanchi.
Da allora è una coda agli sportelli, uno stillicidio di domande, lamentele, proteste. E denunce. Si parla di 3 milioni di euro che sarebbero svaniti, ma è solo una stima provvisoria. Qualcuno dice che potrebbero essere di più.
«Un artista - sogghigna rassegnato Sergio Franchi, professione pensionato che qui ha perso un bel po’ di soldi. Per Natale gli ho portato anche lo spumante». Ma è uno squarcio di ironia in un’altra giornata di tensione. Si taglia col coltello. Come la rabbia.
Artista, figlio, Arsenio Lupin, impiegato-modello vittima egli stesso di un gioco più grande di lui. Certo è che Francesco Polizzi, 60 anni, per tutti Franco, una carriera politica e da amministratore comunale ormai alle spalle, è sulla bocca di tutti a Nievole. E non solo qui. Su di lui la procura di Pistoia ha aperto un fascicolo per appropriazione indebita. Sarebbero una trentina le denunce già arrivate sulle scrivanie di carabinieri e polizia giudiziaria.
Le Poste, dalla direzione di Firenze, assicurano che i clienti riavranno i loro soldi. Ma servono 6-7 mesi. Per eseguire verifiche, spulciare la documentazione, sia cartacea che digitale. Troppi, si lamentano qui.
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Buoni fruttiferi e polizze vuote.
C’è chi ha perso i risparmi di una vita e non sa neppure come pagare il gasolio invernale. E c’è chi - come Lina Lorenzi, centenaria, la nonnina di Nievole - chiede disperata cosa sia successo dei suoi due buoni fruttiferi da 54mila euro ciascuno. Anche la giovane badante che l’accompagna ha perso un bel po’ di risparmi alle poste.
«Ha tradito la nostra fiducia. Era 17 anni che lavorava qui - racconta il Gori - era davvero come un figlio. L’impiegato modello». Qui tutti si conoscono, molti sono parenti, il piccolo ufficio postale è, o forse era, come una appendice della casa, dove scambiare due parole, non solo ritirare la pensione, prelevare o aprirsi un libretto. E con “Franco” tutti avevano un rapporto confidenziale.
Fino a quando qualcuno non si è accorto che qualcosa non tornava. «A febbraio era scaduta la polizza vita - racconta Gianna Rastelli - allora siamo andati alle Poste, ma il direttore non c’era. Non è più tornato. Chi lo sostituiva mi ha detto di andare all’ufficio di Montecatini. Ma quel numero di polizza non risultava. Quanto c’era? 10mila euro». Fra buoni e polizza la sua famiglia rivendica oggi circa 35mila. Ma c’è chi ha perso somme più alte. Uno addirittura 600mila. Da qui in poi, tra passaparola e numeri che non tornano, i nievolini clienti delle poste scoprono che i risparmi che pensavano di aver accumulato con anni di sacrifici sono spariti.
La paladina dei risparmiatori.
A farsi paladina dei risparmiatori beffati è la parrucchiera del paese, Sonia Mucci. Anche la sua famiglia ha perso soldi. Mucci è anche consigliera comunale Pd a Montecatini. Eletta insieme all’altro nievolino impegnato in politica, Andrea Rastelli, presidente del consiglio comunale della città termale. «Ho cominciato a raccogliere le segnalazioni di tante famiglie - racconta Sonia - persone che venivano nel mio negozio, mi raccontavano quanto era successo». Poi si commuove, emozione mista a rabbia: «Lo sa che tra chi ha perso tutto c’è un padre di famiglia che si era messo da parte risparmi per dare un futuro al figlio disabile quando non ci sarà più?».
La parrucchiera-consigliera diventa l’emblema di una battaglia ancora tutta da disputare. «Quando ci siamo resi conti delle dimensioni della vicenda io e Rastelli, consiglieri comunali, abbiamo deciso di informare il sindaco».
Secondo alcuni clienti qualche movimento quantomeno sospetto - in quell’ufficio - ci sarebbe stato da tempo. Da diversi anni. Ma questo è materiale per gli investigatori e, semmai, per la direzione delle Poste che dovrà accertare cosa succedeva tra le mura di quel piccolo ufficio in Valdinievole. Così come dovrà essere accertato quanto è effettivamente sparito e come si generavano gli ammanchi nei clienti.
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L’indagine della Procura.
C’è chi parla di libretti aperti di cui non conosceva l’esistenza. Chi di prodotti nuovi - come i Bfp, buoni fruttiferi dematerializzati - che sembrano vuoti. «Mi sono stati consigliati, conservo una ricevuta», ci dice uno dei risparmiatori al circolo Arci. «Ma ora questa è valida?»
Si tratta comunque di aspetti relativi al modo di operare del dipendente, su cui chi indaga dovrà fare chiarezza.
E’ stato lo stesso procuratore capo della Repubblica di Pistoia Paolo Canessa ad aprire a carico dell’ex impiegato postale un fascicolo: il reato contestato è quello di appropriazione indebita, in quanto, dopo la privatizzazione, i dipendenti delle Poste non sono più equiparabili ai dipendenti pubblici (in questo caso il reato sarebbe peculato).
Il sindaco tratta con Poste.
Giuseppe Bellandi è il sindaco piddino di Montecatini. «Appena Mucci e Rastelli mi hanno informato - racconta - e mi sono reso conto di quel che succedeva e delle dimensioni del caso mi sono attivato. Succede alla nostra gente, bisogna aiutarla. Credo sia un dovere di un’amministrazione pubblica, no?». Così il sindaco chiede una mano a Franco Arizzi, noto avvocato valdinievolino che ha già collaborato col Municipio termale. Et voilà. Apriti cielo. L’Ordine degli avvocati gli tuona contro. «Ma si tratta di una consulenza di un professionista, per di più a titolo gratuito. Per seguire questa gente in un percorso con le Poste», si difende Bellandi.
Insomma, palazzo civico vuol fare da facilitatore ed ha già incontrato sabato scorso una trentina di investitori, rassicurandoli: Poste risarcirà, ci vogliono sei sette mesi. Vedremo di accorciare i tempi». Previsto un incontro a Roma nei prossimi giorni. Nievole, però, pretende risposte certe. Mentre in paese c’è chi la butta in burla. Ieri mattina sono stati attaccati sulle vetrine di alcuni negozi volantini con l’immagine dell’impiegato dele Poste e la scritta “wanted”. Poi subito rimossi. Va bene scherzare, ma questa è una roba seria.
Nievole: dipedente della Poste sparisce con i soldi dei rispar...Dipendente delle poste sparisce con 3 milioni dei risparmiatori - http://bit.ly/1UK2Vep
Pubblicato da Il Tirreno su Giovedì 7 aprile 2016
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