Guerra degli autobus, porte in faccia ai francesi
Lo scontro è totale: e la Regione scrive all’anticorruzione
Non si fermano davanti ai no. L’11 aprile francesi e fiorentini di Autolinee Toscane saranno a Livorno, davanti al deposito dei bus. E sia quel che sia. Vedranno se, davvero, Ctt Nord - l’azienda che gestisce il trasporto pubblico fra Livorno, Pisa e Lucca - impedirà l’accesso all’edificio ai nuovi gestori del trasporto pubblico locale. Sulla carta l’ha già fatto. Come tutte le società che aderiscono a Mobit, il consorzio fra società toscane che ha perso la gara da 4 miliardi per il trasporto urbano ed extraurbano fino al 2025.
DICHIARAZIONE DI GUERRA
Si tratta di una dichiarazione di guerra in piena regola. Contro i fiorentini di Autolinee toscane che si sono aggiudicate l’appalto miliardario grazie alla forza economica del colosso francese Ratp. Ma soprattutto contro la Regione che ha bandito la gara. E che non si sottrae allo scontro fratricida. Anzi lo rilancia. Risponde al muro contro muro con una segnalazione alle Autorità di garanzia nazionali. Denuncia l’ostruzionismo delle società pubbliche o a partecipazione pubblica all’Autorità di regolazione dei trasporti; all’Autorità garante per la concorrenza e all’Anac, l’Autorità nazionale anti-corruzione. Di per sé questo organismo non c’entra molto, ma visto che Mobit si è rivolta ad Anac più volte durante lo svolgimento dell’appalto, la Regione ha pensato bene di tenerla al corrente di quello che sta capitando. E cioè del fatto che il consorzio pubblico impedirebbe alla società vincitrice dell’appalto di prendere visione dei beni - pullman, depositi, officine - da acquistare per poter svolgere il servizio.
PORTE CHIUSE
Il capitolato di gara su questo è molto chiaro: in caso di sconfitta, il vecchio gestore deve mettere a disposizione beni mobili e immobili, in modo da consentire al gestore che subentra di effettuare un inventario di quello che va a rilevare. E deve mettere a disposizione i beni prima della stipula del contratto, prevista entro sei mesi dall’aggiudicazione definitiva dell’appalto, avvenuta settimane fa.
Mobit, però, risponde picche. E non ha intenzione di aprire le porte ai francesi/fiorentini. Le lettere di invito ad accogliere gli emissari di Autolinee Toscane sono state accolte nello stesso modo: con un rifiuto. Restate pure a casa vostra. Niente di personale - fa sapere Mobit - ma ragioni industriali. Legate al fatto che l’aggiudicazione sarà pure definitiva per la Regione, tuttavia la questione deve essere ancora discussa davanti a un tribunale amministrativo.
PRIMA IL RICORSO
La Regione, insomma, non può fingere di non sapere che Mobit sta depositando il ricorso al Tar. Un ricorso che, in prima battuta, chiede la sospensiva dell’aggiudicazione dell’appalto ai francesi. E che contesta alla Regione di aver iniziato le attività per la stima dei beni da cedere (eventualmente) ai nuovi gestori - nel caso in cui il tribunale li riconosca tali - prima dei 60 giorni a disposizione di Mobit per presentare il ricorso contro l’aggiudicazione.
RICOGNIZIONE POSSIBILE
La Regione, però, è convinta che gli eventuali sopralluoghi ai depositi e ai bus, anche ai fini di eventuali stime, non comprometterebbero l’attività industriale (né violerebbero segreti industriali) del consorzio toscano, neppure nel caso in cui il Tar ribaltasse il risultato della gara. Per questo, presenta gli esposti alle Autorità.
CONCORRENZA VIOLATA
Il comportamento di Mobit - scrive la Regione - si pone «in contrasto con le regole della concorrenza e rischia di pregiudicare in modo rilevante l'interesse pubblico e un'efficiente erogazione del servizio di trasporto pubblico locale. Procrastinare, con questi comportamenti, la possibilità che il nuovo gestore possa iniziare il servizio significa, infatti, che la Regione dovrebbe far continuare a svolgere il trasporto al gestore attuale, con obblighi di servizio. Ciò, oltre ad avere costi elevati, impedirebbe di ottenere quegli investimenti (per rinnovare i bus) che hanno costituito uno degli obiettivi più rilevanti della gara».
SPRECO DI DENARO
In parole povere, ogni mese di ritardo nell’attivazione del contratto costerebbe alla Regione 8 milioni, visto lo sconto del 3% sul servizio applicato da Autolinee Toscane. Tanto che c’è chi intravede in questo ostruzionismo un possibile danno erariale. Perciò la Regione nella segnalazione alle Autorità ribadisce che il comportamento di Mobit è «tanto più immotivato, in quanto l’attività ricognitiva (di Ratp) può ragionevolmente avvenire senza rischio di interruzione di pubblico servizio e senza intralcio all’esecuzione del servizio da parte dei gestori attuali, che possono concordare le modalità dei sopralluoghi con l'aggiudicatario».
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