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Gli under 35 attratti dalle vigne

Campagne e vigne a Bolgheri
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Campagne e vigne a Bolgheri

Marcelli, Coldiretti: «Il 30% delle domande di giovani». Pascucci, Cia: «Ok le risorse»

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FIRENZE. «Circa il 30% delle domande di primo insediamento arrivano dal settore vitivinicolo». Lo dice Tullio Marcelli, presidente regionale di Coldiretti. Che sottolinea come i vignaioli toscani rappresentino una risorsa importante dell’economia toscana. Il nuovo consorzio di produttori? Qui Marcelli apre una polemica: «Siamo scettici - dice - prima di tutto perché non abbiamo partecipato alla sua costituzione. Nessuno ha pensato di coinvolgerci». Poi, però, torna sulla strategicità del settore per l’agricoltura: che si traduce in una crescita delle superfici investite, in un aumento degli investimenti e nella profonda riorganizzazione delle aziende e della filiera.

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Di cosa ha bisogno il settore? «Occorre ancora maggiore trasparenza, una semplificazione amministrativa ulteriore che si traduca in meno burocrazia. Non è pensabile dover compilare ed aprire sempre nuovi registri, pratiche su pratiche». Marcelli parla di un “settore maturo” ed invita a guardare soprattutto alla qualità. «Anche mantenendo i livelli di produzione occorre valorizzare la qualità». L’agricoltura, ed in particolare il settore vitivinicolo, sono diventati un obiettivo per centinaia di giovani in cerca di occupazione. Nel 2015 1.762 giovani sotto i 40 anni in Toscana hanno sognato di aprire un’impresa agricola o di migliorare, per chi subentra, quella che gli hanno lasciato genitori, nonni ed avi. Il bando della Regione Toscana è andato bene. Le domande sono state più del doppio (+63%) rispetto al precedente bando (635) e le risorse, 40 milioni di euro, insufficienti per finanziare tutti i progetti.

Anche in casa Cia (Confederazione Italiana Agricoltura) si ritiene strategico il comparto vitivinicolo. Il direttore regionale Giordano Pascucci, a proposito di Avito, il superconsorzio dei produttori toscani, esprime un giudizio positivo: «Mettere insieme le risorse per fare promozione è un’iniziativa importante. Che il settore si strategico, del resto, lo dicono i numeri. Lo dice la produzione, l’export, lo dicono gli ettari di vigneti».

Gli strumenti per poter investire - secondo la Cia - ci sono. Pascucci ne riassume i contenuti. A partire dalle risorse che vengono messe in campo con il Piano di sviluppo rurale. Quello stesso per cui il presidente della confederazione Luca Brunelli invita a “concentrare al massima le risorse verso le priorità strategiche individuate, confermando l’impegno su alcune misure, come le indennità compensative, e proseguendo l’impegno prioritario su giovani, investimenti, filiere, biologico, innovazione”. Ma Pascucci ricorda anche le risorse del pacchetto giovani, i piani integrati di filiera (Pif) e poi le risorse comunitarie, soprattutto gli Ocm vitivinicoli che hanno consentito di ristrutturare e riconvertire in Toscana oltre 20.000 vigneti. (a.r.)

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