Il Tirreno

Toscana

Una nascita che disturba: «Mette in discussione il mito del Peter Pan»

di Ilaria Bonuccelli
Alberto Prini
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Alberto Prini

Simi, esperto di linguaggio web, sul caso della giovane madre di Piombino: «Ma a scatenare i commenti violenti è l’insieme di pregiudizi che la storia racchiude»

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C’è la famiglia meridionale migrata al nord. Il matrimonio misto, un’italiana e un rumeno. Poi la maternità “precoce” rispetto ai nuovi canoni sociali. E la velocizzazione dell’età adulta che nega la tendenza a «rimanere Peter Pan il più a lungo possibile». La storia di Anna, Assunta ed Evelyn - da nonna a nipote in 34 anni - suscita commenti violenti «perché assembla una serie di stereotipi che scatenano reazioni di pancia, più urlate che adatte a sviluppare un dibattivo».

Alberto Pirni è un docente di filosofia politica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Con una particolare vocazione ad esaminare i linguaggi della comunicazione in rete. Non gli sfuggono la violenza, gli insulti (“chiuditi le tube”), perfino le minacce che accompagnano la pubblicazione della notizia di una famiglia nella quale una donna a Piombino diventa nonna a 34 anni.

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INSULTO FACILE

«La prima considerazione - esordisce Pirni - è che il social destabilizza. Il “post” su Facebook è una specie di buffetto più che un vero tentativo di stare a un tavolo a discutere di un argomento. Si scrive una frase, un commento come una “boutade” e spesso non è detto che chi la mette in rete voglia o possa argomentare. Potrebbe non avere le risorse cognitive per ribattere, specie se riceve una risposta». Quindi, è più facile liquidare la faccenda con una battuta. O un insulto.

SPIRALE AL RIBASSO

«Non è infrequente - ammette Pirni - che in queste circostanze si inneschi una corsa all’abbassamento dei toni. Chi inizia per primo ad abbassarli si può aspettare una risposta volgare, un insulto. Si può aspettare - come accade spesso e volentieri - di innescare una spirale al ribasso, pericolosa, che non si sa dove finisce».

Però, si sa dove inizia. Nel caso specifico, da un evento felice: la nascita di una bambina. Eppure, in pochi post il fatto diventa motivo di scontro. «Questo accade - spiega Pirni - perché la storia riunisce in sé una serie di pregiudizi». Protagonisti, contesti, circostanze possono costituire un innesco pericoloso.

FAMIGLIA FUORI DAI CANONI

«Intanto - riprende Pirni - partiamo da una famiglia che cresce secondo canoni non tradizionali, almeno per l’immaginario e il vissuto dei più. Abbiamo una donna che è diventata nonna giovane perché è stata una mamma giovane. Infatti, sul piano sociologico e demografico non è infrequente che una mamma giovane sia anche una nonna giovane». In sostanza - precisa Pirni - da subito una figlia tende a imitare il mondo genitoriale. E questa tendenza è tanto più spiccata, quanto più la figura genitoriale è vicina anagraficamente». Quindi, più accentuato è il tentativo di imitazione fra una mamma giovane e la figlia. «L’imitazione può prendere due direzioni: la contestazione e portare la figlia in direzione opposta a quella della madre o la tendenza a ripetere il comportamento. Ed è questo il caso».

ABBASSO PETER PAN

Solo che la maternità a 18 anni mette in discussione un’altra serie di modelli ormai condivisi nella società odierna. E anche una serie di stereotipi, ribadisce Pirni: «La storia di questa famiglia, anche con l’ultima maternità, velocizza l’ingresso nell’età adulta. È un’anticipazione della vita adulta in un’epoca nella quale tende a prevalere il fenomeno del “peterpanismo”, del restare fanciulli il più a lungo possibile». In parole povere la storia di questa famiglia mette in discussione il «mito della giovane età».

CRISI E IMMIGRAZIONE

Ma va anche oltre. Osa sfidare altri stereotipi. Parla di una famiglia del Sud che è venuta al Nord, a Piombino, da non molti anni per lavorare. Quindi, in modo più o meno indiretto, costringe anche il mondo virtuale, quello della rete, «ad affrontare la questione della crisi. E della migrazione. Che non è solo interna - dice Pirni - ma anche internazionale. Infatti, il compagno della giovane mamma è romeno. Così le persone sono proiettare anche verso un tipo di famiglia “mista” alla quale in Italia non si è molto abituati». E che, in tempi di polemiche sull’immigrazione straniera (per quanto soprattutto extracomunitaria) non è vista da tutti con favore.

RISPETTARE I BAMBINI

«Tuttavia, la vera considerazione da fare è che di fronte alla nascita di un bambino bisogna fermarsi, frenarsi e rispettare la scelta delle persone. Con l’auspicio che la scelta sia stata fatta con responsabilità».

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