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E' morto Franco Magagnini, fu direttore del Tirreno
Livornese, aveva 83 anni. Era poi passato all'ufficio centrale di Repubblica dove era stato per anni caporedattore
Addio a Franco Magagnini, livornese (era nato il 1° gennaio del 1933), che fu direttore del Tirreno nei primi anni Ottanta, prima di passare all'ufficio centrale di Repubblica a Roma.
Magagnini aveva cominciato a fare il giornalista giovanissimo all'Unità, poi nel 1966 era passato a Paese Sera, e quindi inviato speciale, prima di arrivare alla direzione del Tirreno, il giornale della sua città.
A Repubblica lo ricordano come un sanguigno e formidabile caporedattore centrale. Per anni ha diretto quell'ufficio che è il cuore di ogni giornale e ha guidato il passaggio di Repubblica dall'età del piombo a quella del computer. Aveva preso il comando della sala macchine quando i quotidiani si impaginavano con le righe di piombo fuso, le agenzie arrivavano dalle telescriventi e gli articoli venivano scritti tre volte: la prima, a macchina, dagli inviati, la seconda dai dimafonisti dopo la dettatura al telefono e la terza dai linotipisti che trasformavano quei fogli di carta in righe di piombo. Allora i giornali si facevano così.
Magagnini, che conosceva il suo mestiere come pochi altri, fece attraversare il guado all'intera redazione. Livornese fino al midollo, aveva un carattere brusco e schietto che non conosceva diplomazie. Inviati o capiredattori, semplici redattori o grandi firme, non si salvava nessuno. Una volta mandò a quel paese persino il capo dello Stato. Con un'attenuante: non l'aveva riconosciuto. Era il tempo in cui Paolo Guzzanti si divertiva a telefonare a chiunque imitando alla perfezione anche la voce di Sandro Pertini.
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