Il Tirreno

Toscana

Uccise la moglie malata di Alzheimer, l'appello conferma la condanna

Un'aula di tribunale
◗
Un'aula di tribunale

La Corte non riconosce l'attenuante sociale, né la seminfermità

1 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. La corte d'appello di Firenze ha condannato a 7 anni e 8 mesi l'uomo che uccise la moglie 88enne malata di Alzheimer, a Firenze nel 2014, confermando la condanna di primo grado in rito abbreviato. La corte non ha riconosciuto a Giancarlo Vergelli, oggi 85enne, l'attenuante di "aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale" nè la seminfermit mentale, così come proposto dai suoi difensori, avvocati Filippo Viggiano e Valentina Bernardi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.10340967:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/11/19/news/uccise-la-moglie-malata-condannato-a-7-anni-di-reclusione-1.10340967]]

Gli stessi legali hanno anche ribadito in appello che l'assistenza continua fatta per anni alla moglie come 'caregiver' aveva portato ad ammalarsi lo stesso Vergelli. La difesa farà comunque ricorso in Cassazione.

L'omicidio avvenne a Firenze, nella casa di borgo Pinti, il 22 marzo 2014. Vergelli strangolò la moglie con una sciarpa e rimase accanto al cadavere circa un'ora, poi andò a costituirsi dalla polizia dicendo agli agenti "Non ce la faccio più e spiegando di non reggere a un repentino aggravamento della malattia della moglie. La vicenda è stata occasione, hanno ricordato i legali, anche per richiamare all'attenzione nelle aule giudiziarie il grave stato di sofferenza fisica e morale in cui versano i familiari - spesso anziani e soli - che assistono a casa malati con patologie gravi, ricevendo spesso scarsi aiuti esterni rispetto alla complessità della situazione che si trovano a dover sostenere.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web