Meteo
E c’è chi ha tre consiglieri senza sborsare un euro M5S il più parsimonioso
LIVORNO. I migliori, ovunque, sono i grillini. A costo zero (con poche eccezioni), alle amministrative del 2014, M5S fa incetta di consiglieri, anche quando va all’opposizione: Prato 3 seggi,
LIVORNO. I migliori, ovunque, sono i grillini. A costo zero (con poche eccezioni), alle amministrative del 2014, M5S fa incetta di consiglieri, anche quando va all’opposizione: Prato 3 seggi, San Giuliano 3. A Livorno, dove il Movimento vince le elezioni ma con una spesa di 1.635 euro, il gruppo si porta a casa (grazie al premio di maggioranza) 20 consiglieri. Tutto sommato un affare: una campagna elettorale a meno di 82 euro a persona, volendo parlare di medie matematiche.
Di casi particolari ce ne sono un po’ in tutti i Comuni dove si è votato nel 2014, secondo l’esame delle spese elettorali per lista effettuato (per la prima volta) dalla Corte dei Conti. A Empoli, ad esempio, un risultato buono lo ottiene la lista Ora si cambia: costi zero, secondo quanto dichiarato, 3 seggi conquistati. E anche Forza Italia con il minimo sforzo ottiene un buon risultato: ad esempio a Capannori, spendendo un centinaio di euro, la lista riesce a far eleggere 3 consiglieri, ma un po’ ovunque il partito non va oltre i 62 euro di investimento nella campagna elettorale. Con l’unica eccezione di Prato dove sperava nel colpaccio: ma i 16mila euro di costi elettorali portano gli stessi 3 consiglieri di Capannori. Meglio, decisamente, a Prato va alla lista Prato con Cenni: a zero spesa, supera perfino FI, ottenendo 4 seggi. E quindi batte i berlusconiani non solo di 1 consigliere, ma anche di 16mila euro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12990389:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/02/20/news/le-elezioni-costano-spiccioli-1.12990389]]
Non sempre, comunque, le liste civiche azzeccano campagne e candidati. A San Giuliano, infatti, la lista Impegno e solidarietà, ottiene 1 solo consigliere nonostante i circa 5mila euro di spese elettorali. Niente, comunque, in confronto alla debacle del Pd a Livorno: con oltre 32.500 euro di costi sostenuti per la campagna elettorale, alla fine in consiglio porta solo 7 persone. Certo, conta anche il meccanismo del premio di maggioranza che penalizza chi perde le elezioni, ma alla fine è come se ciascun consigliere eletto fosse costato 5mila euro di campagna.
Nessun rammarico, invece, può avere la Lista Nardella che appoggiava l’eletto sindaco di Firenze: non ha ottenuto neppure un seggio a palazzo Vecchio, però non ha neppure speso un euro. In compenso, senza neppure spendere un soldo, la lista La Scaletti sindaco è riuscita a mandare in consiglio comunale, nel capoluogo, l’ex assessore regionale al turismo, Cristina Scaletti. Un risultato non da poco, considerato che a Firenze il Pd ha fatto incetta di seggi: 24 su 40, avendo speso meno di 66mila euro di campagna elettorale, come lista.(i.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
