Scomparsa nell'Aretino. Padre Gratien: sto bene, non vedete?
Il processo di Arezzo. Una teste: Guerrina era innamorata di Gratien, non corrisposta
A un'altra testimone sequestrato il cellulare
AREZZO. "Sto bene non vedete? In convento a Roma mi trovo bene grazie". Con queste parole Padre Gratien Alabi, il frate a processo per omicidio volontario per la sparizione di Guerrina Piscaglia da Ca Raffaello nell'aretino quasi due anni fa, ha salutato i giornalisti che lo attendevano fuori dal tribunale di Arezzo dove si svolge il processo in Assise.
"Adesso vedremo, fatemi entrare - ha commentato sorridente il religioso che indossava un abito grigio chiaro che si è seduto subito accanto agli avvocati Zacheo e Angeletti che lo rappresentano -, buona giornata a tutti". Padre Gratien attualmente ai domiciliari nel convento romano dei frati premostratensi e questa mattina, venerdì 19 febbraio, è arrivato con i legali da Roma giungendo in aula in ritardo tanto da suscitare il disappunto del pm Marco Dioni che lo ha redarguito duramente. Nell'udienza di oggi attesa la testimonianza della catechista che denunci una "situazione ambigua" alla parrocchia di Ca Raffaello durante la permanenza di Padre Gratien.
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Una testimone: Guerrina innamorata di Gratien. "Ma lui non corrispondeva suo sentimento.Lo raccontai a parroco". "Guerrina venne da me e piangeva. Mi confessò di essere innamorata di Padre Gratien ma che lui non corrispondeva il suo sentimento. Io raccontai tutto al parroco Padre Faustin che fece una gran risata dicendo che si sarebbe poi recato a parlare con Gratien e con la famiglia di Guerrina". Sono le parole di Giuseppina Mazzoni, una delle testimone chiave del processo in corso in Assise ad Arezzo per omicidio volontario nei confronti di Padre Gratien Alabi sulla sparizione di Guerrina Piscaglia da Ca Raffaello, nell'aretino. La donna, all'epoca catechista a Ca Raffaello, ha poi raccontato di aver informato il vicario generale monsignor Dallara dell'innamoramento di Guerrina e della strana situazione dei frati di Ca Raffaello (Faustin, Silvano Gratien) confermando poi di aver inviato il 19 maggio 2014, successivamente alla scomparsa di Guerrina, una raccomandata firmata al vescovo di Arezzo, Riccardo Fontana, dove raccontava la vicenda umana della donna ed esprimeva le proprie preoccupazioni circa un possibile suicidio. "Guerrina stava molto male spiritualmente - ha aggiunto -, piangeva sempre e quando scomparve, nonostante tutti vociferassero che era un allontanamento volontario, ero turbata. Quando ci fu la visita pastorale del vescovo, a fine agosto 2014, lui venne da me abbracciandomi e mi ringrazi per essere stata l'unica a mandare una lettera firmata confermando che ne erano arrivate molte anonime". Giuseppina Mazzoni ha poi evidenziato "gravi carenze formali dal punto di vista religioso di Padre Gratien", il quale "durante la messa del giovedì santo del 2014 invitò i fedeli a prendere le ostie e inzupparle nel vino in un rito che non avevo mai visto e che mi turbò".
Padre Gratien, presente in aula, ha ascoltato impassibile la deposizione della donna durata circa due ore, prima del pm Marco Dioni e della difesa, rappresentata dai legali Zacheo e Angeletti, che ha chiesto il sequestro dei vecchi telefoni della testimone e del marito della stessa per verifiche il messaggio che i due ricevettero dopo la scomparsa di Guerrina in cui si diceva che la donna era scappata a Gubbio con il suo "amoroso". La testimone ha anche confermato che, durante la perquisizione nella canonica di Ca Raffaello nel settembre del 2014, i carabinieri sequestrarono foto di donne "di colore bianco" a Padre Gratien ma, ha concluso, "non ho mai puntato il dito contro di lui".
Sequestrato il cellulare di una testimone. Il giudice Silverio Tafuro, presidente della corte d'assise di Arezzo, dove in corso il processo a padre Gratien Alabi imputato per omicidio volontario nel caso Guerrina Piscaglia, ha disposto il sequestro del cellulare della testimone Giuseppina Mazzoni e quello del marito. La richiesta era stata avanzata dai legali del frate, Francesco Zacheo e Rizieri Angeletti, a margine della testimonianza resa dalla donna in aula. La stessa aveva raccontato, sollecitata dal pm Marco Dioni che ha condotto le indagini sulla scomparsa di Guerrina da Ca Raffaello, nell'aretino, il primo maggio 2014, come il marito avesse ricevuto qualche giorno dopo quella data un sms sul proprio telefono. Nel messaggio Guerrina o chi per lei diceva di "essere andata via con il suo amoroso". La Mazzoni nella circostanza inoltrò l'sms dal cellulare del marito al suo informando poi un alto prelato di quanto accaduto. La difesa ha fortemente contestato nel contro interrogatorio il comportamento della testimone chiedendo il sequestro dei due cellulari. La corte si ritirata in camera di consiglio accogliendo, al rientro in aula, la richiesta. Giuseppina Mazzoni ha consegnato i due telefoni commentando all'uscita "quello che sapevo l'ho riferito sono serena".
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