Il presidio
Aiuto agli anziani, boom di chiamate
Funziona la sperimentazione di "Pronto badante". Da marzo il servizio si estenderà a tutta la regione. Una telefonata e arriva l'operatore, 300 euro di contributo
Da Firenze e provincia al resto della Toscana. Da una fase sperimentale iniziata un po’ in punta di piedi ad un’estensione regionale che partirà il 1° marzo e che sembra richiesta a furor di popolo. D’altra parte il successo del Pronto Badante, cioè di quel servizio che offre il primo aiuto ad un anziano ed alla famiglia che lo deve assistere (delle modalità ne parliamo a parte), era probabilmente già scontato, visto che il Granducato, regione italiana ai vertice della longevità insieme al lontano Giappone, deve fare di conseguenza i conti con una popolazione sempre più anziana: secondo i dati per il 2015 dell’Istat, su poco più di tre milioni e 700mila abitanti quasi 930mila sono oltre i 65 anni, con una previsione di crescita del 16,9 per cento nel 2025. Di queste circa il 26 per cento del totale sono persone che vivono da sole, con gli esperti che parlano di 125mila individui particolarmente fragili ed a rischio di perdita dell’autonomia.
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Migliaia di telefonate. Il successo del servizio si può misurare con il numero delle telefonate, ben 8.300 dalla partenza del 16 marzo dell’anno scorso fino a ieri, un numero importante considerando anche l’ambito territoriale ristretto all’area fiorentina. «Quella di un numero dedicato all’assistenza da parte di una badante è per adesso un’esperienza unica in Italia, almeno per quanto riguarda il sistema di assistenza pubblico - commenta Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla salute e al Welfare -. Per attivarlo siamo partiti dal fatto che ci sono persone che venivano dimesse dall’ospedale e le famiglie non sapevano dove battere la testa, affidandosi magari al vicino di casa o al farmacista, con grande probabilità di finire nell’ambito del lavoro nero. In realtà, noi non forniamo la badante, ma una persona preparata che nel giro di 48 ore arriva a casa, analizza la situazione e vede che tipo di servizi sono necessari e cosa si può attivare. Inoltre, diamo 300 euro, a fondo perduto, comprensivi di oneri previdenziali e assicurativi, che possono coprire i primi giorni di stipendio. In sostanza, la filosofia di fondo è quella che vede il servizio che arriva in casa piuttosto della persona che deve andarselo a cercare. Una volta fatta la telefonata, vengono attivati i servizi del volontariato che, come dicevo, instradano poi la famiglia per l’assunzione dell’assistente».
«La sperimentazione che abbiamo fatto su Firenze, e mi piace sottolineare che ha avuto una menzione speciale come l’European Excellence Awards a Bruxelles, ha funzionato - conclude l’assessore - e per questo, a partire da marzo, abbiamo deciso di estenderla a tutta la Toscana destinando risorse per tre milioni e 800mila euro».
Associazioni mobilitate. Il servizio comunque è complesso e, per gestirlo in questi mesi nel capoluogo è stata utilizzata Esculapio, che è un’associazione in cui sono raccolte le pubblica assistenze dell’Anpas, le Misericordie e, sotto forma di collaborazione esterna, anche la Croce Rossa. «La cosa più importante di questa esperienza - spiega il direttore Ilario Fabri - è il fatto che si sia trasformata in un grande laboratorio da cui si possono trarre molte indicazioni. Per quanto riguarda il servizio vero e proprio, su Firenze la procedura ha funzionato bene, considerando che siamo riusciti a coprire il momento più delicato e cioè il primo bisogno di una o un badante, anche se la casistica è più ampia perché aiutiamo tutti, con un’unica discriminante: che non deve esserci già un contratto esistente con una persona che fornisce l’assistenza».
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