Il presidio
Medico dell'Inps chiedeva sesso per agevolare le pratiche della pensione
Arrestato dopo le denunce di diverse donne, ora per quaranta signore scatterà la verifica sulla legittimità dell'assegno previdenziale che percepiscono
SIENA. Chiedeva sesso in cambio di un parere favorevole nelle pratiche per le pensioni di invalidità. Con questa accusa era stato arrestato a fine ottobre un medico dell’Inps. Ora c’è uno sviluppo ulteriore nelle indagini condotte dai carabinieri di Poggibonsi: 40 donne residenti nella provincia di Siena dovranno sottoporsi a una nuova visita per verificare se è stata corretta la concessione dell’assegno di invalidità o di accompagnamento di cui usufruiscono.
L’accusa, come detto, sostiene che il medico, 64enne della Valdichiana, avrebbe favorito le pratiche per le pensioni di invalidità in cambio di approcci sessuali o appuntamenti per incontri a luci rosse. Per contro, avrebbe poi fermato le pratiche per la pensione di donne che avevano rifiutato le sue richieste sessuali.
In questi giorni si è riunita la commissione incaricata di passare al setaccio i fascicoli sanitari delle donne titolari di pensione. Dall’esame della documentazione è emerso che per quaranta di loro si dovrà verificare la legittimità o meno della pensione di cui sono beneficiarie. Qualcuna, insomma, potrebbe anche perdere l’assegno che sta percependo.
La vicenda partì dalla Valdelsa, dove risiede una delle signore che denunciò il comportamento del medico. In diverse segnalarono poi ai carabinieri di essere state destinatarie di essere state destinatarie di richieste piuttosto esplicite di sesso da parte del medico.
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