Il Tirreno

Toscana

Cadavere in un bagagliaio vicino alla Fi-Pi-Li: ucciso con un colpo di pistola alla testa

di Massimo Mugnaini
L'auto in cui è stato trovato il cadavere
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L'auto in cui è stato trovato il cadavere

Il corpo era in un'auto alla Ginestra: è un pratese di 48 anni. L'ha scoperto un passante, che ha visto sporgere una mano

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FIRENZE. Un solo colpo di pistola alla tempia sinistra, sparato da distanza ravvicinata con un'arma di piccolo calibro. E' stata un'esecuzione in piena regola l'omicidio di Giuseppe Raucci, 48 anni, pratese, trovato cadavere la mattina, giovedì 10 dicembre, nel bagagliaio della Citroen C1 grigia intestata alla compagna che ne aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri poche ore prima. L'auto si trovava normalmente parcheggiata accanto ad altre nei pressi di una rotonda, davanti a una carrozzeria e non lontano da un gruppetto di case che si affacciano sull'uscita della superstrada Firenze-Pisa-Livorno in località Ginestra Fiorentina, nel comune di Signa (Firenze).

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Il corpo di Raucci, già noto alle forze dell'ordine per un vecchio precedente di 22 anni fa legato al traffico di droga, era nascosto sotto un mucchio di coperte in posizione rannicchiata e prona. In testa, un foro d'entrata alla tempia e uno d'uscita alla nuca. Sull'addome e sul cranio, svariati traumi. Forse l'effetto di un pestaggio. A fare la macabra scoperta, di prima mattina, un passante che ha visto una mano sbucare da quelle coperte, ha immediatamente intuito di cosa potesse trattarsi e ha allertato le forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti in forze i carabinieri fiorentini: il comandante provinciale, colonnello Marco Lorenzoni, i militari del nucleo operativo diretto dal colonnello Salvatore Spoto, quelli della sezione investigativa comandata dal maggiore Carmine Rosciano, la scientifica, fino ai militari della compagnia di Signa diretti dal capitano Vittorio Taborra. Secondo inquirenti ed investigatori, Raucci non è stato ucciso in questo pezzo di campagna stretto tra il caos della trafficatissima Fi-Pi-Li e le dolci colline distese intorno alla via Chiantigiana.

Nella macchina infatti non sono state trovate sufficienti macchie di sangue né nel bagagliaio, né sui sedili posteriori e neppure sui finestrini. Se qualcuno avesse sparato al 48enne in auto, ragionano gli uomini dell'Arma, gli effetti sarebbero stati più visibili. Anche fuori dall'auto e nelle immediate vicinanze non ci sarebbero segni evidenti di colluttazione o spari. L'assassino tuttavia potrebbe aver lasciato qualche traccia nella macchina. Per questo la Citroen C1 è già stata portata in una caserma, dove verrà smontata e analizzata pezzo per pezzo dai militari della sezione scientifica alla ricerca di elementi utili all'identificazione dell'omicida. E del movente.

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Impronte, ad esempio, potrebbero essere state lasciate da chi è entrato, oltre alla vittima, nella Citroen per portarla a ridosso della Fi-Pi-Li. O comunque vi ha nascosto all'interno il cadavere. Altre risposte (l'ora della morte, ad esempio) sono affidate all'autopsia che stamani, venerdì 11 dicembre, verrà disposta all'istituto di medicina legale di Firenze dal pm che si occupa del caso, la dottoressa Benedetta Foti. Anche il pm ha fatto un sopralluogo nel piazzale della Ginestra Fiorentina insieme al medico legale, che ha subito certificato la morte violenta di Raucci.

Quest'ultimo era stato arrestato nel luglio 1993 con l'accusa di essere il basista, su Prato e dintorni, di un traffico internazionale di hashish e cocaina tra il Marocco e il bresciano. Secondo quanto emerso, sarebbe questo il suo unico precedente. Ieri mattina la sua compagna russa ne aveva denunciato la scomparsa ai militari di Livorno, perché è nella città labronica che il compagno si sarebbe dovuto recare, a suo dire, per lavoro.

MAPPA Dove è stato trovato il cadavere

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