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Aboca investe ancora in Valtiberina: "Ma le aree bio sono insufficienti"

L'Aboca Museum a Sansepolcro, il primo museo delle erbe in Europa
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L'Aboca Museum a Sansepolcro, il primo museo delle erbe in Europa

Previsti 40 milioni di euro nei prossimi tre anni per "adeguamenti produttivi". L'azienda: "Cerchiamo terreni difesi dall'inquinamento esterno delle acque e dell'aria"

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AREZZO. "La possibilità di ampliamento nel territorio della Valtiberina" per le coltivazioni di Aboca "non c'è date le aree territoriali disponibili per l'agricoltura biologica". E' quanto afferma l'azienda in una nota, dopo le recenti dichiarazioni del presidente Valentino Mercati. "Nasce da qui - si legge - l'intenzione di incrementare lo spostamento delle coltivazioni sia in Valdichiana sia in altre parti del mondo".

Aboca per le proprie coltivazioni cerca "aree di produzione agricola difese dall'inquinamento esterno sia dell'aria che delle acque, e in zone dove il substrato dei suoli abbia un equilibrio di microflora e microfauna tali da assicurare il perfetto metabolismo delle sostanze vegetali in coltivazione.Queste particolari esigenze pedologiche possono essere soddisfatte solo se le singole unità di coltivazione si estendono per almeno 100 ettari, al fine che possano essere difese da inquinanti esterni".

L'azienda vuole dunque "da una parte riuscire a coltivare su grandi superfici con tecniche di agricoltura avanzata, dall'altra riuscire a utilizzare terreni non contaminati da Ogm né da inquinanti chimici".

Aboca prevede investimenti per adeguamenti produttivi per oltre 40 milioni di euro nei prossimi tre anni, tutti concentrati nello sviluppo del sito produttivo di Pistrino di Citerna in Valtiberina. Lo rende noto l'azienda, nell'ambito del dibattito sull'ipotesi espressa dal presidente Mercati di delocalizzare la produzione agricola dalla Valtiberina in altre parti d'Italia e del mondo (si è parlato del Marocco).

Aboca conta oltre 800 dipendenti e un fatturato previsto per il 2015 di circa 120 milioni di euro (180 milioni di euro previsti nel 2016), e "ottiene dall'agricoltura biologica i complessi molecolari vegetali per il settore farmaceutico in cui opera, attraverso processi di trasformazione ad elevata tecnologia".

L'intento dichiarato dall'azienda è di "eliminare l'impatto chimico nell'agricoltura italiana perché questa è la prima leva per il successo economico di questa attività nel mondo. Il successo internazionale che l'Italia sta avendo con le sue produzioni biologiche lo stanno dimostrando".

Nella Valtiberina, Aboca aveva finora concentrato oltre il 65% delle sue coltivazioni (il resto è in Valdichiana). Qui 60 agricoltori coltivano 70 specie diverse di piante officinali che si traducono in oltre 2 mila tonnellate all'anno di prodotto fresco.

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