Ci scusiamo per il disagio. L'odissea dei pendolari dei treni in un libro
Viaggio a bordo della rete ferroviaria regionale: ritardi, cancellazioni, binari semi abbandonati. Un libro racconta la vita dei viaggiatori sui treni italiani e fotografa un'Italia a due velocità
Un viaggio in Italia a bordo dei treni pendolari, da sud a nord, da Ragusa a Torino, passando da Calabria, Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. È l'inchiesta raccontata dai giornalisti Geraldo Adinolfi di Repubblica Firenze e Stefano Taglione de Il Tirreno nel libro "Ci scusiamo per il disagio. Treni, pendolari e odissee tutte italiane" (Round Robin Editrice, 154 pagine, 14 euro) da oggi in libreria.
"Che sia un convoglio soppresso, in ritardo o sovraffollato - ha spiegato Adinolfi - il leitmotiv è lo stesso: ci scusiamo per il disagio!". È questa la frase più ascoltata dai pendolari italiani. Il libro mette in luce le difficoltà di chi si sposta quotidianamente a bordo dei vagoni, da Pisa a Firenze, a ridosso della Capitale o in Lombardia, ma anche nel Sud del Paese, dove le ferrovie sono abbandonate a sé stesse. Adinolfi e Taglione hanno così viaggiato con i pendolari siciliani che per i 106 chilometri tra Ragusa e Siracusa impiegano più tempo che da Firenze a Milano con le Frecce. A fine viaggio l'intervista esclusiva con un capotreno aggredito e accoltellato dopo aver chiesto il biglietto a un passeggero. All'interno del libro un capitolo dedicato alla Toscana. Qui il treno con più soppressioni nel 2015 parte da Firenze, diretto a Pistoia, e il più lento viaggia in Garfagnana. Tra gli aneddoti anche la spiegazione di alcune frasi idiomatiche che si utilizzano nei treni come "inchini", ossia il fermarsi dei regionali per dare precedenza ai treni alta velocità.
"L'Italia - hanno spiegato gli autori - è sempre più un Paese a due velocità. Non solo per il divario di investimenti e performance fra treni ad alta velocità e regionali ma anche perché, come dimostrano le testimonianze dei viaggiatori e degli addetti ai lavori, spostarsi in treno al Sud non è semplice come farlo al Nord. Tra i debiti che negli anni le Regioni hanno contratto con le aziende di trasporto, come in Calabria e in Campania e i treni sempre più vecchi a rimetterci sono i 2,77 milioni di pendolari dei treni italiani che ogni giorno si spostano su carrozze vecchie, sovraffollate e in ritardo".
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