Meteo
Io che ho ucciso un ladro in casa
In provincia di Milano un pensionato è accusato di omicidio volontario per aver sparato e ucciso un giovane durante un tentativo di furto. In Toscana due casi simili sono andati a sentenza: 4 anni e mezzo di carcere per un negoziante di Fosdinovo, assoluzione per un imprenditore di Fucecchio
Il ladro ucciso in casa in provincia di Milano da un pensionato ha riacceso il dibattito sulla legittima difesa. Francesco Sicignano è indagato per omicidio volontario, ma il caso è diventato anche politico, con Matteo Renzi d'accordo a rivedere la norma ma con buonsenso "senza fare nessuno un eroe". In Toscani due casi simili sono andati a sentenza, con due giudizi finali diversi. Ma una cosa hanno in comune: entrambi gli imputati non hanno nessun rimorso di quanto accaduto.
CONDANNATO Pistola in pugno uccise un giovane giostraio
Era la sera del 9 marzo del 1994 quando Maurizio Boni, negoziante di Fosdinovo, uccise un giovane giostraio. Boni era a cena con la moglie e la figlia. Ad un tratto sente dei rumori dalla stanza accanto e va a controllare. "Un attimo dopo - ricorda Boni - mi sono trovato di fronte a due sconosciuti, entrambi giovani. In momenti simili è difficile decidere che fare. Si agisce d’istinto e io ho reagito per difendere la mia famiglia. I due sono scappati all’esterno e io li ho inseguiti impugnando la pistola regolarmente denunciata che tenevo in casa. Ho sparato dei colpi, nel buio della sera, è uno ha centrato alla testa uno dei due giovani che è morto sul colpo". Il racconto di Boni prosegue. "Era a circa 98 metri di distanza da me. Dato che ero direttore di un poligono di tiro e quindi conoscevo le armi, venni imputato di omicidio volontario. Accusa in seguito trasformata in colposo. Comunque fui condannato a 4 anni e mezzo di carcere, uno dei quali in reclusione totale, una parte in regime di semi libertà e il resto in affidamento ai servizi sociali, permettendomi così di lavorare nel mio negozio".
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12311026:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12311026:1652084130/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E sul caso di Vaprio D'Addio, Boni si dichiara solidale con il pensionato. "Solidarietà a quest’uomo che ha più o meno la mia età - dice Boni riferendosi al pensionato milanese la cui vicenda è alle cronache di questi giorni - per il gesto che ha compiuto. Solidarietà a lui e alla sua famiglia che, come la mia, è stata stuprata della sicurezza di casa propria. Una violenza che solo chi la prova può capire. Io ho fatto quell’identico gesto, tanti anni fa, dopo aver in precedenza subìto ben sette furti".
ASSOLTO Sei colpi di pistola contro il ladro
Era la notte del 26 maggio 2008 quando Simone Barontini, imprenditore conciario, sparò al buio uccidendo un trentenne albanese, il ladro che era entrato nella sua casa di via Bigattiera, nel comune di Fucecchio. «Erano le quattro di notte – racconta l'avvocato di Barontini, Antonio D'Orzi – e il ladro era arrivato al primo piano della casa, dove ci sono le camere. Probabilmente era pronto ad aggredire nel caso in cui fosse stato scoperto. Quando Simone si è svegliato e l’ha visto ha notato che aveva qualcosa in mano, e ha pensato potesse essere un’arma. Solo dopo si è scoperto che era un cellulare. Insomma, c’erano tutti i presupposti perché percepisse un pericolo oggettivo per sé e per i proprio familiari. Non dimentichiamo che la villa è in mezzo al bosco».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12311030:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12311030:1652084130/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Fra i due vi fu una colluttazione, poi Barontini afferrò la pistola e sparò sei colpi contro l’albanese: tre mentre si trovavano ancora in camera da letto, altri tre, fra cui quelli letali, mentre l’uomo stava fuggendo dalle scale di casa. Nell’aprile del 2010 Barontini era stato stato condannato con rito abbreviato a 16 mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa e al risarcimento di 50mila euro alla famiglia Muharremi. Ma in appello, settembre 2012, era arrivata l’assoluzione. Nel marzo 2014, infine, la Cassazione ha respinto il ricorso contro l'assoluzione.
- L'OPINIONE Legittima difesa, è lo Stato il vero colpevole di Ferdinando Camon
- STORIA OPPOSTA Fa arrestare il ladro, poi gli offre un posto di lavoro
Video: il pensionato milanese interrogato per un'ora e mezza in Procura
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12311075:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/ladro-ucciso-sicignano-interrogato-per-un-ora-e-mezza-in-procura/52738/53929]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
