Il presidio
Incinta di 8 mesi muore appena dimessa dall'ospedale
Milano: si era presentata alla clinica San Pio X con forti dolori addominali, 9 ore dopo il decesso della madre e del bambino. Inchiesta per omicidio colposo e aborto colposo
MILANO. Omicidio colposo e aborto colposo: sono questi i reati ipotizzati dalla Procura di Milano per il decesso di una donna all'ottavo mese di gravidanza. La donna è morta 9 ore dopo essere stata dimessa dalla clinica dove si era recata per dolori addominali. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Nunzia Gatto, e alcuni medici - quelli che hanno visitato la paziente - sarebbero già stati iscritti nel registro degli indagati, anche per poter svolgere consulenze e accertamenti.
I fatti risalirebbero a qualche giorno fa. La donna, visitata la sera prima in una clinica perchè lamentava dolori addominali, alle 4.57 del mattino del 17 ottobre si sente male. Il marito della donna, 40 anni, italiana, con un bimbo di 4 e alla 35ma settimana di gravidanza, chiama l'ambulanza. Il 118 arriva immediatamente e inizia le prime manovre di rianimazione. La donna è in arresto cardiocircolatorio e arriva all'ospedale Niguarda, 7 minuti dopo, praticamente morta. Viene tentato un cesareo d'emergenza, ma non c'è più nulla da fare: la rottura dell'utero ha portato a un'emorragia devastante. Alle sei del mattino viene constatato il decesso di madre e figlio.
Alle 19 della sera precedente la donna si era recata alla clinica San Pio X, una struttura a due passi da casa sua, presso la quale era già in cura e dove aveva avuto un precedente cesareo. La paziente lamenta dolori addominali. Vengono eseguiti gli esami del caso: per un'ora la donna viene sottoposta ad accertamenti clinici che verificano il suo stato di salute e quello del feto. Non viene riscontrato nessun problema tale da fare scattare un ricovero. La donna viene dimessa con la raccomandazione di ripresentarsi immediatamente in ospedale in caso di un riproporsi dei dolori. Cosa che non è riuscita a fare, perché la situazione è precipitata.
La San Pio X ha messo a disposizione della magistratura la cartella clinica e tutta la documentazione, sottolineando di avere svolto tutti gli esami nel modo più scrupoloso possibile nella linea della massima trasparenza.
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che detiene temporaneamente la delega sulla Sanità, ha disposto che i funzionari preposti effettuino "immediate verifiche" sulla vicenda, mentre il M5S in Regione Lombardia ha annunciato un'interrogazione allo stesso Maroni. Lo scopo dei pentastellati è "fare chiarezza e offrire al Consiglio regionale una valutazione sul sistema di accreditamento anche perché casi come questi non si ripetano". "Quanto accaduto - ha affermato in una nota il capogruppo cinquestelle Dario Violi - deve aprire una discussione sulle reali condizioni dell'eccellenza sanitaria lombarda".
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