Il Tirreno

Toscana

Morte di Elia, il moralismo non serve

Alfonso M. Iacono
La maglia di Elia Barbetti sul campo sportivo del San Vincenzo, la sua squadra
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La maglia di Elia Barbetti sul campo sportivo del San Vincenzo, la sua squadra

Il problema dello sballo c'era già con i Greci antichi. Ora la potenza dei mezzi amplifica tutto. La grande assente è l'educazione al senso del limite. Anche nel bere

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L’ennesima morte di un giovane studente liceale, Elia Barbetti, durante una gita scolastica merita ancora qualche riflessione. Niente ipocrisie, scrive giustamente Alessandro De Gregorio nel commento sul Tirreno di sabato. Le gite le abbiamo fatte tutti e tutti ci siamo lanciati nelle feste notturne, negli amori, nelle bevute, nelle partite a poker e, qualche anno dopo, negli spinelli e in quant’altro. Negli anni ’60 il mio liceo classico, l’Empedocle di Agrigento, organizzò una gita in Grecia. Andavo al primo liceo. Per la prima volta vedemmo Atene, il Partenone, Micene, Capo Sounion, Epidauro.

Ancora le gite si facevano con uno scopo culturale. Quella gita viene ancora ricordata dai partecipanti, ormai piuttosto attempati, come un mito. E lo è diventato veramente. Ma al di là di ciò che vedemmo e imparammo in una Grecia dove non erano ancora arrivati i colonnelli e non si era imposta la dittatura, fu un’orgia di libertà. Ancora oggi la ricordo con nostalgia e con gioia per il gusto di stare insieme senza genitori e con un rapporto diverso con gli insegnanti fuori dalle aule e dai corridoi della scuola. Non era epoca di spinelli e di droghe. Era epoca di fumo e di alcool, ma in modo moderato. Roba da ridere rispetto a quello che si sente oggi. Come dire, i mezzi erano meno potenti ed efficaci, il fine tuttavia era lo stesso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.12287097:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/10/18/news/elia-ora-si-indaga-sulla-qualita-della-marijuana-acquistata-1.12287097]]Il problema dello sballo era già nei Greci antichi. I protagonisti del Simposio, uno dei capolavori di Platone, si chiedono come possano affrontare un argomento come la sapienza se prima non affrontano il problema della bevuta del vino che deve accompagnare la discussione e la competizione intellettuale. Il problema è: come fare a bere con calma? Pausania, Aristofane, Agatone, la sera prima avevano già bevuto troppo. L’unico ad avere il controllo di sé era Socrate. Comunque, nel passarsi il vino, i commensali via via crollarono, tranne Agatone, Aristofane e Socrate. Poi anche Agatone e Aristofane si addormentarono. Rimase Socrate, il quale alla fine si alzò e se ne andò al liceo. “Dopo essersi lavato, ci narra Platone, come altre volte trascorse il resto della giornata, finché verso sera tornò a casa a riposare”. Per un Socrate che resistette, tutti gli altri crollarono a causa del vino e dunque dello sballo.

Ci si ricorda di Socrate, della sua forza e della padronanza che ha di sé, ma ci si dimentica che tutti gli altri, che pure erano grandi uomini, non ce l’hanno fatta. Se uomini maturi, navigati e raffinati temevano lo sballo nello stesso momento in cui erano attratti dal vino, figuriamoci dei giovani diciassettenni che si sentono finalmente liberi di fare quello che vogliono. Certo, la potenza dei mezzi cambia le cose, mentre la cultura e la pratica dello sballo riempiono il vuoto della grande assente: l’educazione al senso del limite.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:1.12286920:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/10/18/news/elia-barbetti-studente-morto-gita-1.12286920]]Inutile andare a cercare la cause di queste tragedie negli insegnanti che dovrebbero essere più attenti, nei controlli che dovrebbero essere più severi e adeguati. Inutile e assurdo. Non perché non vi debba essere più prudenza e maggiore controllo, ma perché sarebbe insensato pensare a una gita scolastica come a un viaggio di giovani prigionieri in trasferimento da un carcere a un altro oppure chiedere ipocritamente loro di essere come Socrate. Chi lo è scagli la prima pietra. Non è con il moralismo che si affronta il problema di queste morti tragiche e insensate, qualunque ne sia stata la causa.

Un’ultima considerazione. Molte delle morti nelle gite sono la conseguenza di voli dai piani alti. Bisognerebbe evitare i piani alti degli hotel. Una soluzione troppo banale e poco praticabile? Sono forse più praticabili la soluzione della fine delle gite oppure un impossibile sistema militare di controlli?

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