Il Tirreno

Toscana

La Lucchesia di Andrea Dovichi

Andrea Dovichi
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Andrea Dovichi

Per una settimana Andrea Dovichi (@andreadovichi) ha gestito il nostro account su Instagram. Ecco le foto di questo viaggio

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#BeTuscan è il progetto in collaborazione tra Il Tirreno e Instagramers Toscana per raccontare la nostra regione attraverso i suoi territori. Qui lo speciale.

Questa settimana il #betuscan, progetto che vede collaborare @iltirreno e @igerstoscana, torna a #Lucca e sarò io, @andreadovichi (local manager di @igerslucca), a parlarvi della mia città. La provincia lucchese è molto varia ed è impossibile presentarla solamente con sette foto, ho deciso quindi di fare un viaggio attraverso alcuni miei "posti del cuore" partendo da Torre del lago Puccini perchè è qui che, grazie a mio padre, è nata in me la passione per la fotografia durante le gite domenicali sul lago e nell'Oasi Lipu di #Massaciuccoli. Torre del Lago, importante frazione del comune di Viareggio, è meta di turisti che nel periodo estivo vengono attratti sia dalla bellezza dei luoghi che dall'attenzione data al turismo friendly. La cittadina deve il suo nome proprio ad una torre che nel XV/XVI secolo sorgeva sul lago di Massaciuccoli mentre il cognome del compositore Giacomo Puccini venne aggiunto nel 1938 perchè il celebre operista visse sulle sponde del lago per gran parte della sua vita ed è qui che trovò l'ispirazione per comporre molti dei suoi successi. La residenza di Puccini, che ne ospita la tomba, è sita sul belvedere del lago e richiama moltissimi appassionati di opera che oltre a visitarla possono assistere al celebre Festival Pucciniano che si tiene ogni anno nell'auditorium costruito sulle rive del lago di Massaciuccoli. La spiaggia di Torre del Lago, detta della Lecciona, è una delle ultime spiagge italiane ad aver mantenuto il suo stato naturale, è inserita nel parco di Migliarino e San Rossore e non è attrezzata ma, proprio per la bellezza del posto e per le famose dune ricoperte di vegetazione, attira ogni anno numerosi bagnanti. Foto e testo di @andreadovichi per #betuscan. Fonti: Wikipedia.org e torredellago.com

Una foto pubblicata da Il Tirreno (@iltirreno) in data:

Il viaggio del #betuscan in lucchesia prosegue lungo la costa per arrivare a #Viareggio luogo che, nonostante il campalinismo e gli sfottò fra lucchesi e viareggini, non può che essere nel nostro cuore. Per i più lo è per le calde giornate estive trascorse tra i bagni in mare e una partita a racchettoni o per il carnevale, con i rioni serali e la sfilata dei carri della domenica, ma per me #viareggio è importante anche perchè è stata testimone del primo evento a cui siamo stati invitati come manager di @igerslucca nella recentemente restaurata Villa Argentina. La villa, costruita nel 1868 nel quartiere "quattro venti" vincino alla Pineta di Ponente, subì un'opera di ampliamento, ristrutturazione e decorazione alla metà degli anni '20. Fu l'archittetto Alfredo Belluomini a seguire i lavori mentre il pittore Galileo Chini realizzò le numerose decorazioni, sia interne che esterne, che caratterizzano tutt'ora le facciate del primo piano. In queste si alternano pannelli in ceramica decorati con motivi geometrici, figure di putti (soggetto della foto), uccelli e festoni floreali. Villa Argentina, sia per la sua architettura che per le sue decorazioni, può essere considerata l'espressione più significativa del linguaggio modernista non solo viareggino ma dell'intera Versilia. Successivamente la villa è stata nuovamente ampliata e da casa privata è stata trasformata in albergo. L'architettura della nuova parte dell'edificio è coerente con quella preesistente ma priva di ceramiche o decorazioni. Dopo una fiorente attività come struttura ricettiva la villa è stata poi abbandonata e negli anni '80 versava in stato di abbandono e degrado ma dopo un lungo restauro durato circa 13 anni ha riaperto ed è nuovamente accessibile al pubblico grazie alla Provincia di Lucca che ne è la proprietaria e che ha voluto farne uno spazio espositivo. Foto e testo di @andreadovichi per #betuscan. Fonti: Wikipedia.org e comune.viareggio.lu.it

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In questo terzo appuntamento con il #betuscan lasciamo la costa lucchese per entrare nella cerchia muraria, percorrere via San Paolino e giungere in Piazza San Michele dove mia madre, quando ero bambino, mi portava a giocare e, per il settembre lucchese o verso Natale, a vedere le bancarelle. Durante queste passeggiate ci fermavamo a vedere "l'anello" brillare sulla mano dell'Arcangelo e spesso cercavamo nuovi punti sulla Piazza da cui era possibile ammirarlo. Piazza San Michele, detta anche piazza delle Catene per via delle colonnine in marmo unite da pesanti catene che la delimitano, ospita la chiesa di San Michele in Foro e una statua di Francesco Burlamacchi opera dello scultore Ulisse Cambi. La prima chiesa intitolata al santo venne costruita al centro dell'antico foro romano nell'VIII secolo, nel 1070 ne iniziò la restaurazione che contiuò fino al XIV secolo. A questo periodo risalgono le decorazioni delle finestre della cripta (ora chiuse) e l'innalzamento della torre campanaria mentre i lavori per l'ampliamento della chiesa erano già a buon punto due secoli prima. Agli inizi del XIII secolo proseguirono i lavori aggiungendo un gusto gotico allo stile romanico. Questo cambio di stile è sottolineato dall'utilizzo della bicromia, da modifiche nella tipologia delle decorazioni e, soprattutto, dalla collocazione sul culmine della facciata delle tre statue che, come se fossero guglie, ne accentuano il verticalismo. La statua centrale rappresenta l'arcangelo Michele nell'atto di sconfiggere un drago e, in particolari condizioni di luce, è possibile scorgere uno scintillio proveniente dalla sua mano sinistra. Secondo alcuni questa è solamente una leggenda ma posso assicurarvi che non è così, se non ci credete venite a Lucca e vi farò vedere lo scintillio dell'anello! Testo e foto di @andreadovichi per #betuscan. Fonte: wikipedia.org

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In questo nuovo appuntamento con il #betuscan nella provincia lucchese rimaniamo dentro "le Mura". Basta allontanarsi pochi passi da Piazza San Michele per raggiungere Piazza Grande, la piazza principale di #Lucca, dove i lucchesi di tutte le età si ritrovano tra una "vasca" e l'altra in Via Fillungo (la via principale del centro storico). È sempre in questa piazza che viene allestito il Palco del Summer Festival, una giostra con i cavalli e, d'inverno, la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Piazza Napoleone, questo è il vero nome della Piazza che però i lucchesi chiamano "Grande", sorge nella zona in cui fu costruita la gigantesca (occupava circa un quinto della città) Fortezza Augusta, residenza di Castruccio Castracani. Questo edificio venne distrutto verso la fine del 1300 durante una rivolta per poi essere restaurato da Paolo Guinigi che la trasformò in una nuova opera difensiva detta "Cittadella di Lucca" che, dopo la caduta del Guinigi, venne parzialmente distrutta. Sulle ceneri di quest'ultima sorse Palazzo Ducale, l'edificio ritratto nella foto. Piazza Napoleone nacque nel 1806, durante la dominazione del Principato di Lucca da parte di Elisa Bonaparte Baciocchi (sorella di Napoleone Bonaparte) che volle intitolare al fratello la piazza creata abbattendo abitazioni, magazzini e persino una chiesa (San Pietro Maggiore), per dare maggior importanza e respiro al Palazzo Ducale. Il progetto prevedeva anche l'installazione di una statua dell'imperatore francese ma questo non avvenne perchè il principato fu trasformato in ducato e a Elisa Bonaparte successe Maria Luisa di Borbone che incaricò Lorenzo Nottolini di ristrutturare il Palazzo Ducale e Piazza Napoleone e decise di far installare una statua che la rappresentasse. Testo e foto di @andreadovichi per #betuscan. Fonte: wikipedia.org

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Nel quinto appuntamento con il #betuscan ci allontaniamo dal comune di #Lucca (ma non di molto). La destinazione odierna sono le "Parole d'Oro" una pineta in collina sita nel comune di #Capannori nei pressi della quale dove si trovano le sorgenti di captazione delle acque dell'acquedotto del Nottolini. Questo polmone verde a pochi chilometri da Lucca, proprio perchè facilmente raggungibile in bicicletta, è meta sempre più apprezzata sia dai lucchesi che dai turisti che vogliono trascorrere un pomeriggio nel verde, magari facendo un pic nic all'aria aperta a pasquetta o ferragosto. I lavori per costruire l'acquedotto iniziarono nel 1823 quando Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, affidò il compito di costruirlo a Lorenzo Nottolini e si protrassero per dieci anni a causa di alcune interruzioni. L'acqua veniva convogliata nel Tempietto di Guamo (soggetto della foto) e, dopo una prima fase di depurazione, veniva incanalata in un percorso di poco superiore ai 3 chilometri su una struttura alta circa 12 metri e sostenuta da 460 archi in mattoni e muratura fino a raggiungere il tempietto di San Concordio, subito fuori dalle Mura. Inizialmente le acque sarebbero dovute arrivare direttamente all'interno della città, ma Nottolini modificò il progetto per non compromettere l'integrità architettonica della cerchia muraria. Ad esclusione del tratto attraversato dall'autostrada A11 che ha richiesto l'abbattimento di 6 pilastri, l'acquedotto è tutt'ora integro ma non viene più adoperato per l'approvigionamento idrico della città che è realizzato tramite un moderno sistema di tubature interrate che transita di fianco al tracciato dell'aquedotto ottocentesco la cui salvaguardia è esclusivamente a scopo monumentale. Testo e foto di @andreadovichi per #betuscan. Fonti: wikipedia.org e dovealucca.it

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Nel penultimo appuntamento con il #betuscan da me gestito continuiamo ad allontanarci dalle mura di #Lucca fino a raggiungere il colle che, a poco più di 160 metri d'altitudine, ospita Montecarlo paese che domina la pianura a cavallo tra la Lucchesia e la Valdinievole (in provincia di Pistoia). Il panorama che si gode da questa altura è meraviglioso e dei più vari: dal versante lucchese coltivato a viti e ulivi a quello della Valdinievole, più fertile e punteggiato di serre per la coltivazione dei fiori. Sul colle di Montecarlo, coltivato a viti e ulivi, si producono un olio di notevole qualità e pregiati vini DOP: il Montecarlo bianco e il Rosso di Montecarlo. Il comune è attraversato dalla "Strada del vino e dell'olio di Lucca, Montecarlo e Versilia", percorso enoturistico istituito nel 1999 che mira ad incentivare la conoscenza del vino attraverso una diretta conoscenza del territorio e dell'ambiente circostante. Il vino, infatti, è uno dei pochissimi prodotti agroalimentari che viene associato ad uno specifico territorio e che, pertanto, costituisce un elemento privilegiato di identificazione del terriotorio di provenienza. Il nucleo abitativo originario di Montecarlo sorgeva alle pendici del colle, nel 1331 il paese fu devastato dai fiorentini e le autorità lucchesi decisero di rifondare il borgo sulla sommità del Colle del Cerruglio, dove sorgeva la fortezza omonima. Due anni dopo il borgo prese il nome di Montecarlo in onore del futuro imperatore Carlo IV di Lussemburgo, che aveva aiutato Lucca a liberarsi dall'occupazione pisana. Testo e foto di @andreadovichi per #betuscan. Fonti: wikipedia.org e comune.montecarlo.lu.it

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Nel penultimo appuntamento con il #betuscan da me gestito continuiamo ad allontanarci dalle mura di #Lucca fino a raggiungere il colle che, a poco più di 160 metri d'altitudine, ospita Montecarlo paese che domina la pianura a cavallo tra la Lucchesia e la Valdinievole (in provincia di Pistoia). Il panorama che si gode da questa altura è meraviglioso e dei più vari: dal versante lucchese coltivato a viti e ulivi a quello della Valdinievole, più fertile e punteggiato di serre per la coltivazione dei fiori. Sul colle di Montecarlo, coltivato a viti e ulivi, si producono un olio di notevole qualità e pregiati vini DOP: il Montecarlo bianco e il Rosso di Montecarlo. Il comune è attraversato dalla "Strada del vino e dell'olio di Lucca, Montecarlo e Versilia", percorso enoturistico istituito nel 1999 che mira ad incentivare la conoscenza del vino attraverso una diretta conoscenza del territorio e dell'ambiente circostante. Il vino, infatti, è uno dei pochissimi prodotti agroalimentari che viene associato ad uno specifico territorio e che, pertanto, costituisce un elemento privilegiato di identificazione del terriotorio di provenienza. Il nucleo abitativo originario di Montecarlo sorgeva alle pendici del colle, nel 1331 il paese fu devastato dai fiorentini e le autorità lucchesi decisero di rifondare il borgo sulla sommità del Colle del Cerruglio, dove sorgeva la fortezza omonima. Due anni dopo il borgo prese il nome di Montecarlo in onore del futuro imperatore Carlo IV di Lussemburgo, che aveva aiutato Lucca a liberarsi dall'occupazione pisana. Testo e foto di @andreadovichi per #betuscan. Fonti: wikipedia.org e comune.montecarlo.lu.it

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