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Elia, ora si indaga sulla qualità della marijuana acquistata
Gli esami tossicologici dovrebbero rivelare se all'erba siano state aggiunte altre sostante, più pesanti
MILANO. La birra, tutti insieme, al padiglione dell'Irlanda. Dentro l'Expo, con nessuno a controllare che i ragazzi, anche se hanno 17 anni e magari sono grandi, l'alcool non lo potrebbero né bere né comprare. I tiri d'erba, invece, più tardi, in camera. Forse 40 euro di marijuana, secondo quanto ricostruisce la squadra mobile di Milano, dai racconti dei ragazzi. In 6 o 7, per farsi "un giro". O magari anche due. Sembra - così dicono le testimonianze - che Elia Barbetti abbia avuto qualche problema dopo il terzo spinello. Ma forse era anche prima. Di sicuro era tarda notte. Di questo, i suoi compagni di stanza sono sicuri. Perché quando si sono messi a dormire, mercoledì 14 ottobre, Elia - l'anima del gruppo, il "giaguaro", il "fratello" che ora manca al gruppo era ancora vivo.
Ancora non era caduto dal sesto piano del Camplus Living Turro, l'hotel per studenti alla periferia nord est di Milano, zona via Padova. E' per questo che, in un primo momento, gli inquirenti fanno risalire la morte di Elia, alle tre del mattino. L'autopsia, che la dottoressa Novella Chinnici conduce sabato 17 ottobre, potrebbe spostare l'ora della morte forse un pochino più avanti. Non di molto, perché Elia viene trovato intorno alle cinque e mezzo da una guardia giurata che inizia il turno. Che fa il suo giro nel piazzale della ditta di cui è dipendente, proprio davanti all'albergo che lo ospita. I due edifici sono divisi da un muro. L'autopsia conferma che il corpo di Elia precipita su questo muro divisorio, prima di atterrare sul piazzale della società di vigilanza privata: c'è una ferita profonda sul suo fianco, a mala pena protetto da una maglietta e dai pantaloncini corti, la tenuta per andare a dormire.
L'esame, dunque, conferma quello che già si sapeva: Elia si è sporto dalla finestra, sicuramente dopo le 2,30 del mattino, probabilmente per un malore. Che è caduto "in modo accidentale". La traiettoria della caduta, la dinamica, però, deve essere ancora chiarita: si capisce che il corpo ha compiuto una parabola. Perché ancora non si sa. Forse la risposta la potranno dare gli esami tossicologici. Più che nella birra, si cercano spiegazioni nella marijuana. L'erba è stata "arricchita" con altre sostanze, magari allucinogene? Ci vuole ancora tempo per sciogliere questi interrogativi. Anche per capire perché, se così fosse, l'erba ha causato una reazione così forte solo in Elia, mentre ha fatto piombare i suoi tre compagni in un sonno ferrigno. Dal quale sono stati svegliati giovedì mattina. Dalla polizia. Che li ha avvertiti: "Elia non c'è più. E' precipitato. Ora tocca a voi raccontare quello che potrebbe essere successo".
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