Il Tirreno

Toscana

Quella scia di dolore lasciata dalle gite scolastiche

Da sinistra: Elia Barbetti, Domenico Maurantonio, Anastasia Dakmli
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Da sinistra: Elia Barbetti, Domenico Maurantonio, Anastasia Dakmli

Il caso di Elia Barbetti e quello analogo di Domenico Maurantonio sono gli ultimi di una serie di tragedie maturate durante i viaggi con la scuola. Un 15 enne morì a Barcellona gettandosi dalla nave

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La spensieratezza delle gite scolastiche si porta dietro ormai una piccola scia di tragedie e di dolore. Il caso di Elia Barbetti, il 17enne di San Vincenzo del liceo Fermi di Cecina morto a Milano dopo essere caduto da una finestra al sesto piano dell’hotel Camplus Living Turro, è solo l’ultimo di una serie.

Solo il 10 maggio scorso, ancora a Milano, c’era stato il caso analogo  di uno studente padovano di 19 anni, Domenico Maurantonio, precipitato in circostanze ancora  da chiarire dal ballatoio  al quinto piano dell'hotel Leonardo Da Vinci. A scoprire il cadavere del ragazzo sono gli stessi compagni di scuola, allarmati dalla sua assenza in stanza. Anche  la scuola padovana, come quella di Cecina, era a Milano per visitare l’Expo.

Il 5 marzo 2015 una ragazza greca di 17 anni, Anastasia Dakmli, in gita con la scuola precipita dal secondo piano dell'hotel dove alloggia con la classe in via Cristoforo Colombo, a Roma. Dopo alcuni giorni in ospedale la giovane muore.

Il 23 aprile 2014, un ragazzo belga precipita dal primo piano di un albergo ad Isola delle Femmine. Secondo la ricostruzione dei carabinieri il giovane di 20 anni, che si trovava in Sicilia in gita scolastica, cade dal balcone mentre cerca di raggiungere la stanza attigua, dopo aver scavalcato la ringhiera.

Il 9  aprile 2014 un 16enne svizzero in gita scolastica a Roma muore per una ferita da arma da taglio al petto. La tragedia, probabilmente un gioco finito male, si verifica all'interno della casa per ferie Domus Nascimbeni di via di Torre Rossa. Il suo corpo senza vita viene trovato dai sanitari nella stanza che il 16enne condivide con alcuni compagni.

La notte del 31 marzo 2014 uno studente di 15 anni del liceo scientifico «Ettore Majorana», di San Giovanni la Punta (Catania), Gabriele Russo muore nel porto di Barcellona in Spagna cadendo da una nave. Il ragazzo si era imbarcato a Civitavecchia con altri giovani provenienti da tutta Italia per uno stage letterario, «Amare leggere», organizzato dalla Grimaldi Lines. La preside del liceo parla di una “tragica bravata”.  La tragedia è avvenuta di notte mentre la nave era ormeggiata in porto. Gabriele era tornato con alcuni compagni verso le 2 da un’escursione a Barcellona. I ragazzi erano saliti al decimo piano della nave e avevano cominciato a scherzare e "far casino"  urrtandosi e spingendosi. Secondo le testimonianze dei presenti,  improvvisamente Gabriele avrebbe preso la rincorsa e si sarebbe gettato contro la ringhiera della nave, scavalcandola e finendo di sotto. Non è chiaro quale fosse la sua intenzione, se fosse lucido o meno, se pensava che ci fosse qualcosa oltre la balaustra. In realtà di là c’era il vuoto, un volo nella fessura tra la nave e il molo da un’altrezza di dieci metri. Il ragazzo precipita e batte la testa contro una gomena, finendo poi in mare. I sommozzatori recupereranno poco dopo il corpo.

Il 12 aprile 2013 un ragazzino di 13 anni muore a Jesolo mentre è in gita con i compagni di classe. Il giovane, arrivato da Napoli, il giorno prima aveva visitato Venezia ed era stato colpito da una leggera febbre. Il bambino era cardiopatico e viaggiava con lui anche la madre.

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