Italia
Fotografo paesaggi e smeraldi segreti
Andrea per 7 giorni gestirà il nostro profilo Instagram
Alla scoperta di scorci inusuali, assecondando il suo occhio abituato a fotografare fin da quando era bambino. Sarà così il viaggio settimanale del lucchese Andrea Dovichi - 34 anni, ingegnere votato al disegno, alla grafica e al web - per #BeTuscan, l’iniziativa del Tirreno con gli Instagramers (o Igers) toscani, le comunità di appassionati del social fotografico. Dal 5 all’11 ottobre il co-responsabile di Igers Lucca gestirà l’account ufficiale del giornale su Instagram, postando e raccontando diverse immagini della Versilia e della Lucchesia. Siamo alla quattordicesima tappa di #BeTuscan che, come sempre, è anche la parola chiave per seguire il percorso di Dovichi e, perché no?, postare anche voi lettori le foto che raccontano la Toscana e i toscani.
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A lei cosa piace?
«Le immagini del territorio. Che siano città, paesi, campagna, mare o monti non fa differenza, vanno sempre bene».
Invece che cosa non ama?
«I selfie. Non nutro particolari avversioni nei confronti di chi li fa, ma mi piacerebbe vederne sempre meno. Anche perché uno, due o tre si tollerano, poi basta, non dicono niente di nuovo né danno qualcosa in più».
Quali paesaggi farà scoprire con #BeTuscan?
«Il mio viaggio andrà dalla Versilia verso l’interno della Lucchesia. Vorrei far vedere qualcosa di inusuale, quindi niente foto delle Mura di Lucca o del mare, per intenderci».
La Versilia senza mare?
«Sì. Partirò da un’immagine di Torre del Lago per poi passare a Villa Argentina a Viareggio: splendida dimora da poco restaurata e riaperta».
E in Lucchesia?
«Una tappa obbligata sarà piazza San Michele nel centro storico di Lucca. Ho una passione per quella chiesa: adoro soprattutto la storia misteriosa dell’anello che brilla dalla statua posta sulla sommità della facciata. La leggenda parla di uno smeraldo incastonato in tempi antichi, mai ritrovato, che scintilla in determinate condizioni di luce. Sarà suggestione, ma l’ho visto brillare. Così ogni volta che sono nel centro di Lucca, non posso fare a meno di passare dalla piazza per dare un’occhiata in alto. Lo farò anche per #BeTuscan. Chissà che non riesca a fotografare la luce dell’anello».
Le altre tappe?
«A Montecarlo, per mettere in risalto un territorio d’eccellenza per il vino, e ad Altopascio, lungo la Via Francigena che qui ha siti importanti e si può percorrere per circa cinquanta chilometri. Non metterò la Garfagnana: troppo riduttivo dedicarle un’unica foto, perché ci sono tanti posti bellissimi da valorizzare meglio. Spero in un altro round di #BeTuscan su Instragam: se si farà, verrà riservato tutto a quel territorio».
Come giudica il crescente successo di Instagram?
«Lo giudico bene. Aumentando gli utenti, aumenteranno le cose belle e nuove da scoprire, oltre alla possibilità di conoscere persone in tutto il mondo: è uno strumento ottimo sia per i rapporti umani sia nel campo lavorativo. Grazie a Instragram e agli hashtag possono emergere talenti, soprattutto nell’illustrazione e nella fotografia, che altrimenti è difficile trovare: su Google, senza una buona promozione, non arrivi a posizionarti bene e quindi resti ai margini. Il rischio di vedere spazzatura indesiderata c’è. Ma si può rimediare: basta smettere di seguire chi utilizza il social in modo non responsabile».
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