Il Tirreno

Toscana

A spasso nei luoghi ignorati dalle mappe

Paola Taddeucci
A spasso nei luoghi ignorati dalle mappe

Enrico per 7 giorni gestirà il nostro profilo Instagram

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È un architetto di 35 anni la guida-compagno di viaggio della settimana #BeTuscan su Instagram. Con il suo occhio attento ai dettagli e mirato a scorgere il bello sarà Enrico Giuliani, di Marina di Carrara, il protagonista della quindicesima tappa dell’iniziativa de Il Tirreno con gli Instagramers (o Igers) toscani, le comunità di appassionati del social fotografico. Da oggi al 18 ottobre Giuliani, che cura Igersmassacarrara, farà conoscere alcuni particolari della sua provincia così piccoli da essere quasi introvabili su Google Maps. Sull’account Instagram del giornale, invece, basterà cercarli con la parola chiave #BeTuscan. E per tanti potrebbe aprirsi un mondo nuovo sul territorio di Massa Carrara, oltre a quello più conosciuto delle cave.

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Qual è il posto ignorato anche dalle mappe?
«Un giardino settecentesco a Scorano, a pochi chilometri da Pontremoli. Sperduto nel nulla, viene aperto una volta ogni tanto, ha un labirinto di piante oltre a fontane e statue grottesche. Ma è solo uno dei tanti posti bellissimi della nostra provincia, piena di borghi e frazioni minuscole, che a volte non superano i cinquanta abitanti. Spesso si scoprono solo per il passaparola. E’ anche questa la bellezza del nostro territorio».
Oltre al giardino segreto, cosa farà conoscere nella settimana di #BeTuscan?
«Risalirò la via Francigena, lungo castelli e borghi. Tra questi Filetto, dalla caratteristica forma a quadrilatero, e Pontremoli, la porta settentrionale della Lunigiana, che non ha solamente meriti storici e bellezze architettoniche, ma è anche un’eccellente tappa enogastronomica».
Niente mare?
«No, ci sarà. Come potrei tralasciare la costa? Siamo piccoli e ci considerano poco rispetto ai giganti che abbiamo ai lati, cioè la Versilia e le Cinque Terre, ma le bandiere blu ce l’abbiamo anche noi. Metterò una foto di Marina di Carrara, dove si vede il mare ma anche una superba vista delle montagne».
E i monti?
«Ci saranno anche quelli. Probabilmente sceglierò Campocecina, luogo splendido e suggestivo a oltre 1300 metri di quota con un panorama mozzafiato anche sulle cave».
Da dove viene il suo occhio per i dettagli?
«Dai miei studi di architettura, che ad oggi, tuttavia, non sono serviti per il lavoro: la mattina faccio il rappresentante e il pomeriggio collaboro con un’azienda di sviluppo territoriale».
Lei ama molto i treni, cui dedica un sito. Ce ne parla?
«Sì, il sito si chiama "Bassa velocità" dove scrivo di stazioni, ferrovie, binari. Nonostante ritardi, linee soppresse, architetture abbandonate e molto altro che non va, questo mondo fatto di traversine, viaggiatori e pensiline continua ad affascinarmi, come quando ero piccolo e il nonno mi portava sempre a vedere i treni».
Perché lo ha chiamato così?
«Muoversi a bassa velocità, per me, significa molte cose: fare del viaggio stesso un’esperienza, portare rispetto verso i territori che si attraversano, prendersi il tempo necessario per godere di tutto quello che si vede intorno a noi, e costruire un ricordo indelebile. La linea ferroviaria, con i suoi orari e le stazioni, esemplifica cosa amo e cosa voglio valorizzare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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