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LA GABBIA DI CORRADO ORRICO. SE PERISIC DA' RAGIONE AL MANCIO

Corrado Orrico
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Corrado Orrico

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Con il passare del tempo le grandi realtà del nostro campionato stanno assumendo sempre più la loro fisionomia. E' il caso ad esempio dell'Inter: anche se a inizio stagione aveva inanellato cinque vittorie, solo ieri ha dato l'impressione di aver trovato un gioco di squadra e una organizzazione convincente. Per questo il pareggio a Genova rappresenta un bicchiere mezzo pieno, perché arrivato al termine della settimana peggiore vissuta quest'anno alla Pinetina e contro un'avversaria, la Sampdoria, che al Ferraris sarà un osso duro per chiunque. Forse non è un caso che a regalare a Mancini il gol che vale un punto è stato quel Perisic che lui tanto ha voluto a Milano: il giovanotto però deve crescere, fin qui è un giocatore normale che non giustifica il tira e molla di mercato durato un'intera estate. Certo si fa apprezzare per la dedizione in fase difensiva, ma di giocatori del livello mostrato finora ce ne sono tanti anche in Italia. Ad ogni modo, mi fido del tecnico: se lo ha considerato un obiettivo irrinunciabile avrà avuto le sue ragioni. Se l'Inter comincia a giocare da Inter, ieri la Roma ha giocato da Roma. E quando i ragazzi di Garcia forniscono prestazioni del genere c'è poco da fare per chiunque. I giallorossi hanno preso subito il comando della partita. E hanno evidenziato un aspetto che per qualcuno sarà un paradosso, ma che per me è una conferma: la Roma oggi gioca meglio senza un centravanti di riferimento e con attaccanti di movimento. Gervinho ha fornito una grande prestazione e con i compagni di reparto ha partecipato ad una manovra che alternava fasi di palleggio a fasi di attacco della profondità. La chiave della vittoria di Palermo è stata aver ripercorso i temi che avevano reso forte la Roma in passato. Ora però la squadra dovrà adattarsi al suo centravanti, perché Dzeko è un campione impossibile da lasciare fuori. Allo stesso tempo, anche lui dovrà prodigarsi in alcuni movimenti che lo aiuteranno a entrare meglio nelle dinamiche giallorosse. Il metronomo di questo processo sarà Garcia, che dovrà riuscire a far convivere nella sua Roma le qualità di palleggio e inserimento dei centrocampisti e dei tornanti con le potenzialità di un uomo d'area di rigore come Dzeko. (a cura di Giorgio Carlini)

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