Mps, il presidente Tononi: aggregazione? Serve tempo, il titolo affonda
Per il presidente partner possibile nel 2016, ma intanto è stato trovato l'accordo con Nomura
SIENA. Le prossime mosse di Mps, "ormai una public company", sul fronte dell'aggregazione "non potranno prescindere da quelle che sono le indicazioni del regolatore", la Bce, che sulla necessità di un'aggregazione con un'altra banca "non mutata, sempre la stessa", anche se ancora un partner non c'è "non ci sono state manifestazioni di interesse".
Il neo presidente di Banca Mps, Massimo Tononi, 51 anni, trentino, che dopo il Cda di martedì 22 ha preso ufficialmente il posto di Alessandro Profumo, si presenta così nel suo secondo giorno a Rocca Salimbeni. La posizione della Bce per lui è una certezza: "sono già stato a Francoforte la settimana scorsa per una questione di cortesia", spiega "e l'aggregazione, del resto già decisa anche dal Cda della banca, è il percorso da seguire". Sui tempi non si lascia andare, "si tratta di procedure che richiedono tempo", aggiunge citando la sua esperienza sulle fusioni maturata alla Goldman Sachs e confermando che al di là del lavoro degli advisor, su questo lui intende "spendersi in prima persona".
E a chi insiste ipotizzando un'aggregazione nel 2016 risponde: "Non posso che darle ragione: di tempo ce ne vorrebbe tanto, anche se non ci fossero gli esami Srep" della Bce. Il periodo per trovare un partner non è dei più facili, "tutti aspettano di conoscere i regolamenti prima di stabile le prossime strategie". Poco dopo il titolo, già debole fin dall'apertura, è stato congelato per troppa volatilità, per chiudere a -8,57%.
Chiuso l'accordo con Nomura su Alexandria. Il Monte dei Paschi di Siena ha chiuso un accordo transattivo con Nomura sul derivato Alexandria. Lo annuncia in una nota la banca precisando che l'impatto negativo a conto economico di 88 milioni al netto delle imposte e positivo di liquidit per circa 500 milioni. All'esito di questa transazione l'esborso a carico di Mps si è ridotto a 359 milioni. Con questa mossa la banca chiude l'ultimo contenzioso legato alla precedente gestione, registrando un recupero di patrimonio e di margine di interesse. Dal punto di vista dei coefficienti patrimoniali il beneficio secondo i criteri di Basilea 3 di 56 punti base. L'incremento del patrimonio netto tangibile di 257 milioni.
"Sono soddisfatto di aver chiuso l'ultima operazione problematica - ha commentato l'amministratore delegato Fabrizio Viola - Questo importante risultato rafforza patrimonialmente Mps, migliora la sua redditività prospettica e normalizza la sua posizione finanziaria. La transazione è stata possibile grazie al costruttivo contributo dell'attuale management di Nomura e chiude il contenzioso. Questo importante passaggio - conclude - ci offre la possibilità di guardare avanti con maggiore tranquillità continuando l'attività di rafforzamento e rilancio della banca".
In questo modo si chiude quindi la pretesa risarcitoria del Monte dei Paschi contro Nomura davanti al tribunale di Firenze, così come il procedimento intentato dalla banca giapponese davanti alla Corte inglese. La chiusura anticipata di questa posizione, altrimenti, avrebbe comportato un esborso di 799 milioni che Nomura ha subito per effetto della chiusura anticipata dell'operazione.
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