Il Tirreno

Toscana

#Betuscan: Pisa e i 5 scatti senza tempo di Nicola Carmignani

Nicola Carmignani
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Nicola Carmignani

Il locale manager di #igerspisa per una settimana ha gestito il profilo Instagram del Tirreno, accompagnandoci tra le bellezza della città della Torre

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Fotografie ma anche parole per raccontare i luoghi più rappresentativi delle nostre città. Nelle prime due puntate gli igers Roberta Bancale (local manager di #igerslivorno) e Nicola Carmignani (idem per Pisa) ci hanno condotto a spasso per le bellezze dei loro territori raccontandoci la storia e le leggende degli angoli più belli e postando queste “cartoline” sul profilo Instagram del Tirreno.

La scorsa settimana è toccato a Pisa, dunque. Nicola ha scattato foto belle, capaci di raccontare storie. Una piazza dei Miracoli inedita, in bianco e nero ma capace di “colorarsi” dentro un cerchietto rosso; la bellezza del fiume da ponte Solferino, una giocane donna che “dialoga” con la streetart magnifica di Keith Haring, il palazzo della Normale visto da una volta ricurva e la splendida pace della basilica a San Piero a Grado... Un viaggio in cinque immagini che dischiudono la nostra storia: eccole qui a fianco. Ecco Pisa, ecco la Toscana.

#BeTuscan è il progetto che lega Il Tirreno a Instagramers Toscana: ogni settimana un iger vi presenterà una provincia della nostra bella regione. Dopo Livorno è il momento di scoprire Pisa insieme a @NicolaCarmignani, local manager di @igerspisa. È impossibile raccontarvi la città di Pisa senza partire dal simbolo, che la rende famosa in tutto il mondo: la Torre Pendente. La struttura inclinata è dovuta al cedimento del terreno argilloso, sul quale è stato costruito questo cilindro di 55 metri, composto da arcate cieche e sei ordini di loggette, con 294 scalini interni, per arrivare sul "tetto della città". La Torre di Pisa è in realtà il campanile del Duomo cittadino, che si trova nella Piazza dei Miracoli. Considerata Patrimonio dell'Umanità UNESCO dal 1987, questa piazza è sempre stata un importante centro religioso, costituito da tre complessi che simboleggiano le tre principali tappe della vita di ogni uomo: il Battistero (la nascita), la Cattedrale di Santa Maria Assunta (la vita) e il Camposanto (la morte). Fu il poeta Gabriele D’Annunzio che nominò la piazza “dei miracoli”, non tanto in riferimento a manifestazioni divine, quanto per la grande armonia dei suoi gioielli architettonici. Il Battistero e il Duomo sono talmente particolari da aver dato vita a uno stile originale: il "romanico pisano". Vi confesso che il vero motivo per cui la Torre si è inclinata è per attrarre quotidianamente orde di turisti, che vogliono scattare una foto ricordo in posizione da Power Ranger! Foto e testo di @nicolacarmignani

Una foto pubblicata da Il Tirreno (@iltirreno) in data:

Giacomo Leopardi, passeggiando lungo il fiume a Pisa, scrisse il 12 novembre 1827: "Questo Lung’Arno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze né a Milano né a Roma. E veramente non so se in tutta l’Europa si trovino molte vedute di questa sorta. L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze." Passeggiando lungo le rive dell'Arno, si possono trovare tanti palazzi colorati che durante i secoli hanno affascintato tanti scrittori e artisti oltre Leopardi, tra cui Byron Shelley, Montesquieu, Carducci, D'Annunzio e Foscolo. I Lungarni sono particolarmente romantici la notte, grazie alle luci soffuse dei lampioni in ferro battuto e ai giochi di luci e ombre che si riflettono nelle acque del fiume. Attraversando il Ponte Solferino è possibile osservare una costruzione sulle sponde dell'Arno: la chiesa di Santa Maria della Spina. Considerata uno dei più particolari capolavori di arte gotica nel nostro paese, questa chiesa prende il nome dalla presenza di una spina della corona di Cristo, portata a Pisa da un mercante locale al suo ritorno dalla Terra Santa. Forse non tutti sanno che la Chiesa della Spina fu completamente smontata nell'Ottocento e trasferita in un punto più alto per evitare che le alluvioni potessero danneggiarla. Se vi capitasse di visitate Pisa in bicicletta, vi consiglio di raggiungere la Chiesa della Spina percorrendo il lungarno Gambacorti, perché Ponte Solferino è il più ripido dei ponti sull'Arno e, se non siete ben allenati, una volta giunti in cima, invece che godere della vista della Chiesa rischiate di avere una visione. Foto e testo di @nicolacarmignani per il progetto #BeTuscan

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Piazza dei Cavalieri è forse la piazza più famosa e importante a Pisa, dopo Piazza dei Miracoli. Anticamente era il centro nevralgico della città ed era conosciuta come "Piazza delle Sette Vie". Lì si svolgeva la vita politica e sociale della città: all'interno delle sedi istituzionali dell'antica Repubblica di Pisa, come il Palazzo del Popolo e il Palazzo degli Anziani. Anche all'interno del Palazzo della Carovana (oggi sede della Scuola Normale Superiore) sono racchiusi secoli di storia. Progettato dal Vasari, commissionato dalla famiglia de' Medici, l'edificio è una raffinata summa pittorica, contenente stemmi e graffiti allegorici, che convivono con busti di marmo disposti lungo tutta la facciata. Accanto "alla Normale", si trovano il Palazzo dell'Orologio, nato dall'incorporamento di due torri, una delle quali famosa per aver tenuto prigioniero il conte Ugolino della Gherardesca, citato da Dante Alighieri nell'Inferno della Divina Commedia. Dall'altro lato si erge la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, progettata anch'essa dal Vasari. La facciata della chiesa è in marmo bianco di Carrara con pianta quadrangolare a navata unica. Al lato opposto della piazza si trova il Palazzo del Consiglio dei Dodici, all'interno del quale si riunivano i 12 membri "chiave" del Consiglio dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. La piazza è oggi sede cittadina della movida studentesca. Alla sera, infatti, si possono ritrovare gruppi di ragazzi che suonano e danzano sulle note del tipico ballo locale dello studente fuori sede: la pizzica. Foto e testo di @nicolacarmignani per il progetto #BeTuscan

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Con il progetto #BeTuscan, oggi, @nicolacarmignani vi fa scoprire un angolo di Pisa forse poco conosciuto, ma con un elevato valore artistico. Città universitaria, Pisa ospita moltissimi studenti, che la rendono un centro culturalmente e socialmente vivace. Fu proprio uno studente, Piergiorgio Castellani, che nel 1989 portò in città un giovane sconosciuto della Pennsylvania a cui fu affidato il compito di dipingere un enorme murales. Keith Haring, pur essendo già uno dei protagonisti del panorama artistico newyorkese, accettò l'invito e ricevette la fiducia di frate Luciano, che gli affidò la facciata esterna del cortile del convento di Sant'Antonio Abate per dipingervi la sua opera d'arte. Nacque così "Tuttomondo", murales di 180 metri quadrati, realizzato in una sola settimana di lavoro, sotto l'occhio di tanti Pisani stupiti e incuriositi da chi, fino a poche ore prima, era definito un imbratta-muri. Il lavoro affrontato da Haring consiste in trenta figure umane e animalesche, mescolate a simboli tribali, in un puzzle colorato, che tratta della pace nel mondo. Non essendo posizionato lungo la strada che collega la stazione Centrale alla Torre di Pisa, meta di ogni turista che approdi in città, il murales è visitato quasi esclusivamente da chi conosca bene l'opera di Haring oppure da chi capiti lì per caso, cercando la sede della Lazzi.

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Per l'ultimo appuntamento di #BeTuscan, vorrei portarvi appena fuori Pisa, per farvi conoscere la bellezza della Basilica di San Pietro Apostolo, situata in San Piero a Grado, luogo in cui, in epoca romana, si trovava la foce dell'Arno. La Basilica fu edificata in questa posizione, poiché, secondo un'antica tradizione, nel porto marittimo era sbarcato San Pietro, durante una tappa del proprio viaggio verso Roma. La struttura a due absidi contrapposte, precedente alla cattedrale pisana, venne edificata con pietre locali, colonne provenienti da edifici romani preesistenti e capitelli di diversi stili, dal corinzio al dorico passando per quello a foglie d'acqua e al siriaco. All'interno della struttura, sono conservati alcuni meravigliosi affreschi, che narrano le vicende di San Pietro e Paolo. L'intorno verde e campestre contrasta con la solidità di questa imponente basilica e valorizza l'unicità di questo gioiello architettonico senza facciata. Da un lato l'edificio si conclude con tre absidi in tipico stile romanico; dall'altro, la basilica termina con un'unica grande abside. Vittima del bombardamento del 22 luglio 1944, il campanile della basilica attende ancora di essere ricostruito, per restituire al complesso l'originale aspetto storico. I Pisani tendono a dimenticarsi di questo sito religioso per l'intera durata della stagione invernale. Soltanto con l'inizio della primavera tornano a ricordarsene, poiché proprio accanto alla chiesa passa una delle strade che porta verso il mare. Il periodo di massima visibilità coincide con i primi due weekend di luglio, grazie alla tanto attesa "Sagra del Pinolo", che si svolge proprio nel prato attiguo alla basilica. Foto e testo di @nicolacarmignani, che passa il testimone a @lucasilva per la prossima settimana. Grazie per l'attenzione!!! Bacioni

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