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I Lumière girarono alle cave di Carrara lo spezzone della locomotiva
REWIND - Fu la marmifera il set di uno dei primi film della storia. La scoperta di un giovane studioso belga (nato a Carrara) che a sua volta ha prodotto un documentario sulla vicenda
Dal Tirreno del 20 novembre 2004
CARRARA. La sequenza è negli occhi di tutti coloro che amano il cinema. Anzi è "la" pietra miliare della storia del cinema. Ma che lo spezzone del film dei fratelli Lumiere - in cui si vede una locomotiva che esce da una galleria e sembra investire lo spettatore - fosse girato a Carrara pochi lo sapevano. Quello spezzone - «Train sortant d'un tunnel», (treno all'uscita da una galleria) - è rimasto per anni sepolto negli archivi della cineteca di Lione. Fino a quando Fabio Wuytack, uno studente belga, iscritto alla scuola di cinematografia Sint Lukas di Bruxelles, ha riconosciuto in quella galleria uno dei tanti tunnel delle cave di marmo delle Alpi Apuane. Sì, era una galleria della marmifera, l'ardita ferrovia che serviva a portare i marmi delle Apuane fino a valle.
Fabio Wuytack, figlio di uno scultore fiammingo, che a Carrara lo ha concepito e nel duomo della citt‚à del marmo lo ha battezzato nel 1981, ha così deciso di dedicare la sua tesi di laurea al passaggio degli inventori del cinema a Carrara. Era il 1897 e quella oscura galleria da cui esce una fumante locomotiva era stata aperta alcuni decenni prima. Fabio si è messo sulle tracce dei Lumiere e, soprattutto, ha cominciato a girare tra i vecchi cavatori per capire meglio la genesi di quello spezzone. Ne è nato un film di 28 minuti che è stato premiato come miglior lavoro dell'anno dalla Sint Lukas. «Made in Italy», questo il titolo del lavoro di Fabio, mostra lo spezzone dei Lumiere con un macchinista che sventola una bandiera e un gruppo di cavatori. Ma lo arricchisce della testimonianza delle gente del luogo nella vana ricerca di rintracciare qualcuno che ricordasse quell'avvenimento.
«Ho voluto dare nuova vita a questo spezzone per andare alle origini della storia del cinema ma anche alle mie origini», dice Fabio che, nel documentario, ha intrecciato la storia dei Lumiere a Carrara con la sua storia e quella dei suoi genitori. Tutti nella città del marmo hanno aiutato il giovane belga e tutti hanno un piccolo ruolo, da attori nati. Ma nessuno, neppure il bisnipote del Bonaldi, ignaro che il bisnonno fosse alla guida di quella locomotiva, ha saputo offrire dettagli precisi. L'unica che ricorda di tutto è invece la Gilda, 90 anni, vicina di casa di Franz Wuytack, lo scultore padre del regista. L'anziana donna vive ancora in quel piccolo centro alle porte di Carrara.
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