#Toscana15 - Il giovane e "l'usato sicuro", scontro generazionale nel Pd
A Massa Carrara il renziano Bugliani all'assalto del favorito Rossetti. Ma occhio a Ferri (Forza Italia) e Movimento 5 Stelle
MASSA CARRARA. Se Livorno e Pisa sono (o erano) le roccaforti della resistenza dalemiana al renzismo imperante, Massa Carrara con il potente Andrea Rigoni è l’ultima trincea toscana degli ex dc di Franco Marini e Giuseppe Fioroni all’espansione del premier di Rignano anche lungo la costa apuana. Una trincea contro la quale il segretario regionale del Pd Dario Parrini scaglia il giovane Giacomo Bugliani, 35 anni, avvocato, consigliere comunale a Massa con molti voti. Che se la dovrà vedere con il consigliere regionale uscente Loris Rossetti, 58 anni.
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Come Grosseto anche Massa Carrara è un collegio piccolo che esprimerà al massimo due consiglieri. Uno è sicuramente Pd. L’altro se lo contendono il movimento 5Stelle, la Lega nord e Forza Italia con il consigliere uscente Jacopo Ferri. Le prime due liste hanno un forte appeal - Beppe Grillo e Matteo Salvini -, ma candidati deboli e non è detto che passino i capilista Cristina Piccinini (5Stelle) o Andrea Cella (Lega). Forza Italia è debole e divisa, ma Ferri, tre legislature alle spalle, è forte e appartiene ad una famiglia, quella dell’ex ministro dei 110 all’ora, potente da queste parti (i Ferri sono di Pontremoli).
Carlo Paolini, esponente di primo piano della sinistra apuana, dirigente di Sel, fotografa così la sfida in casa Pd: « Una sfida tra il vecchio e il nuovo ma senza contenuti. Sono andato a sentire Bugliani e mi ha colpito perché il suo refrain è: “Votatemi perché sono giovane”. Ma essere giovani non è una politica. Secondo me stravince Rossetti. Il vecchio Pd dei Rigoni e dei Rossetti mira ad una vittoria schiacciante. Chi è meglio tra lui e Bugliani? Con il vecchio Pd qualche accordo lo facevamo, con il nuovo di Matteo Renzi non faremo accordi».
Rossetti scuote il capo, non accetta di essere il super favorito e ci tiene a precisare che sì al congresso ha votato Cuperlo «ma su indicazione del presidente della Regione Enrico Rossi». Mentre Bugliani è la scommessa di Parrini. E tutto lo stato maggiore del Pd renziano corre in aiuto del giovane. A cominciare dal ministro Maria Elena Boschi molto fotografata. Lei con Bugliani e il fans che su fb scrive: «Che bella coppia».
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Vista dai social network è la campagna elettorale delle cene, dei selfies, degli slogan. E i problemi di questa provincia da profondo sud con la disoccupazione a due cifre, le annuali devastazioni del maltempo, il turismo che non decolla, l’Asl ferita dai buchi in bilancio, l’economia che ristagna? Si ha come l’impressione di una schizofrenia tra una condizione economica e sociale da allarme rosso e una classe politica immutabile, sempre gli stessi, senza un radicale rinnovamento. Bugliani si situa dentro questa contraddizione, la vuole far saltare, «cambiare verso», ma gli avversari lo rimproverano di non avere un’adeguata proposta politica.
Rossetti, ex democristiano, è il vecchio usato, che oggi, dopo aver votato Cuperlo, sostiene di essere renziano,tendenza Lorenzo Guerrini e Graziano Del Rio, e si lega a Rossi, sperando che il suo accordo per il rilancio della provincia di Massa Carrara abbia gli stessi effetti positivi di quello per Piombino. Mentre c’è da valutare l’effetto che il Pit con la guerra del marmo che ne è conseguita potrà avere. Per Rossetti il Pd ne trarrà beneficio perché il Pit è «strumento di tutela e di sviluppo» delle Apuane.
Il forzista Ferri pensa esattamente l’opposto «nel senso che il Pit è un colpo allo sviluppo della zona». Infine Paolini del Sì-Toscana a sinistra di Tommaso Fattori sottolinea come siano loro, all’opposizione in Regione, «a difendere la Marson e il suo Pit».
Tornando alle altre liste, da segnalare che i socialisti, che appoggiano Rossi, sperano di andare oltre il 3% per spingere il sindaco di Carrara Angelo Zubbani verso la nuova giunta regionale, mentre il movimento 5Stelle, che qui ha radici importanti (due senatrici, Laura Bottici e Sara Paglini, nonché il candidato alla presidenza della Regione Giacomo Giannarelli) spera di ottenere un seggio. Cospì come ci spera anche il leghista Claudio Borghi e lo stesso Ferri («impresa difficile, bisognerebbe che in Toscana Forza Italia conquisti almeno 5-6 consigliere», precisa). Due consiglieri, forse un assessore, è la rappresentanza che Massa Carrara aspira di avere nella prossima legislatura regionale. Per contare di più a Firenze, in Regione.
(6-continua)
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