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Giro d'Italia in Toscana: le storie - Guerra e Merckx quei sigilli nobili a Montecatini

Stefano Fiori
Giro d'Italia in Toscana: le storie - Guerra e Merckx quei sigilli nobili a Montecatini

Quante imprese anche sulla montagna pistoiese Dal mito-Coppi al volo di Casagrande nel 2000

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Il Giro d'Italia 2015 transiterà su strade della Toscana che in passato sono state protagoniste di memorabili imprese atletiche. I 1386 metri di altitudine del passo dell'Abetone, montagna magica sospesa tra Toscana ed Emilia, hanno salutato nel 1940 la prima, grande cavalcata solitaria e vincente di Fausto Coppi. Era il 29 maggio e proprio lungo la salita dell'Abetone il futuro Grande Airone - allora semisconosciuto gregario di Ginettaccio Bartali nella Legnano - si prese con la forza i gradi di capitano e la vittoria in quel Giro, conquistando la tappa Firenze-Modena e ipotecando definitivamente la maglia rosa. Per la cronaca fu lo "Scopino di Castelmartini" Ezio Cecchi a transitare per primo sul GPM abetonese, ma Coppi lo braccava da vicino e passò con soli 7" di distacco che riuscì ad annullare in pochissimi chilometri, prima di spiccare il volo verso la leggenda. Il Giro tornò all'Abetone nel 1954 e fu quasi un "enfant du pays", Mauro Gianneschi originario di Ponte Buggianese, a trionfare grazie ad un guizzo da campione che tuttavia non trovò conferme nel prosieguo della carriera di questo combattivo atleta. Nel 1959 il traguardo dell'Abetone sorrise invece ad un campione con la C maiuscola: quel Charly Gaul, lussemburghese e per anni re degli scalatori, che si impossessò anche della maglia rosa e che alla fine riuscì ad imporsi nella classifica generale del Giro. La visita più recente del Giro d'Italia all'Abetone risale al 22 maggio 2000 con la tappa tutta toscana partita da Prato e che salutò il successo del fiorentino Francesco Casagrande, primo sul traguardo con 1'39" di distacco su Stefano Garzelli. L'applauditissimo "Casetta" indossò anche la maglia rosa e la mantenne fino alla penultima tappa, una crono individuale che sancì il sorpasso decisivo di Garzelli.

Montecatini Terme ha ospitato il Giro d'Italia in ben 15 occasioni e le giornate da ricordare sono quelle del primo arrivo ufficiale risalente al 1931, appannaggio della Locomotiva Umana, Learco Guerra, del 1957 con il sigillo del grande asso belga Rik Van Steenbergen, del 1969 con la memorabile doppietta - tappa in linea e a cronometro - di Sua Maestà "Il Cannibale" Eddy Merckx e soprattutto del 2003, con la volata entrata nella storia di SuperMario Cipollini, da quel giorno detentore del record di tappe (42...) vinte al Giro d'Italia.

Tralasciando le molte tappe conclusesi in Versilia e nel nord della nostra regione, il Giro ha condotto spesso la propria carovana multicolore lungo la costa a sud della Toscana. A Livorno si ricordano gli arrivi di tappa nel 1931(1º Giovanni Brunero), 1934 (Learco Guerra), 1937 e 1950 (1º in entrambe le occasioni l'idolo labronico Olimpio Bizzi), 1956 (Pietro Nascimbene), 1960 (Rik Van Looy), 1964 (Franco Bitossi), 1981(a Montenero, 1º Moreno Argentin), fino al 2011 quando la tappa venne annullata per onorare la memoria del giovane ciclista belga Wouter Weylandt, deceduto durante la tappa precedente sulle strade liguri. Altri arrivi di tappa ci sono stati anche a Follonica (vittorie di Koblet, Van Vlierberghe e Berzin), Cecina (Saronni), San Vincenzo (Gimondi e Bennati) e all'Isola d'Elba (Barone, Argentin e Fondriest).

Grosseto è stata sede di tappa nel 1927 (Domenico Piemontesi), 1933 (Learco Guerra), 1936 (Fabio Battesini), 1939 (Carmine Saponetti), 1953 (Giovanni Corrieri) e nel 1956 (Bruno Tognaccini); un altro traguardo parziale fu posto nella zona del Monte Argentario nel 1998 (1º Nicola Miceli) mentre ad imporsi nel 2005 a Marina di Grosseto fu il "canguro" australiano Robbie Mc Ewen. Per la cronaca, Castiglione della Pescaia è al debutto come arrivo di tappa, ma il 23 maggio 1980 ospitò la partenza della 7ª frazione del Giro d'Italia di 199 km e con arrivo ad Orvieto, dove ad imporsi fu Silvano Contini.

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di Redazione web