Il presidio
La tre giorni toscana del Giro, il clou è all'Abetone
L'arrivo alle piramidi dove ebbe inizio la leggenda di Coppi. Speciale Giro 2015
Da mercoledì 13 a venerdì 15, sarà una tre giorni toscana all'interno del Giro d'Italia che prende il via sabato 9 maggio. Una tre giorni con il clou dell'arrivo all'Abetone, per la quarta volta nella storia della corsa rosa, un appuntamento che rievoca momenti mitici della storia del ciclismo.
Si comincia appunto mercoledì 13 con la quinta tappa, La Spezia-Abetone, di 152 chilometri. Dopo cinque giorni di corsa sartà il primo arrivo in salita, il primo test per saggiare i pretendenti alla vittoria finale.
Dalla partenza a La Spezia, dopo appena una ventina di km si passa in Toscana, in Lunigiana, salendo alla lunga ma pedalabile Foce Carpinelli. La lunga discesa in Garfagnana e il tratto successivo in falsopiano avvicinano la tappa alla salita finale verso l’Abetone. Dopo un lungo falsopiano la salita vera inizia a La Lima. Sono 17 km, con il tratto più duro nella fase centrale. Si tratta di un troncone di circa 8 km con pendenza media del 7% e massima del 10%. Poi negli ultimi 5 km la salita è più morbida. L’Abetone non è lo Stelvio o il Mortirolo, ma mille metri di dislivello da superare in 17 chilometri daranno subito un'idea delle forze in campo e dello stato di forma dei big.
Il giorno dopo, giovedì 14, sesta tappa tutta toscana da Montecatini Terme a Castiglione della Pescaia, 181 km. E’ una tappa pianeggiante, che prevede qualche saliscendi solo nella parte centrale. L’avvio è da Montecatini Terme. Si scende in Valdera, tra Pontedera e Saline. Dopo 80 km si sale verso l’unico Gpm della corsa, Pomarance, poco più di una collinetta. Poi qualche altro saliscendi sulle Colline Metallifere. L’ultima parte della tappa scende nella campagna maremmana, con gli ultimi 40 km completamente pianeggianti che portano al traguardo di Castiglione della Pescaia.
Venerdì 15 il Giro saluta la Toscana. La settima tappa, Grosseto-Fiuggi, si dirige verso il Lazio.
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Il ciclismo scopre Coppi, l'Abetone entra nel mito
Il 30 maggio 1940 il ciclismo italiano scoprì Fausto Coppi. La leggenda del Campionissimo ebbe origine proprio sulla salita dell'Abetone. Appena ventenne, Coppi aveva iniziato quel suo primo Giro da gregario di Bartali nella Legnano e poi promosso capitano per una caduta di Ginettaccio. In quell'undicesima tappa Firenze-Modena il giovane Fausto andò in fuga da solo sulla salita dell’Abetone, vincendo a Modena dopo un centinaio di km di fuga. Coppi conquistò la sua prima maglia rosa che avrebbe portato fino al termine. Coppi vinse quel Giro a mani basse, primo di una serie di cinque (un record). Era l'inizio della legganda.
IL GIRO DEL 1940, L'INIZIO DEL MITO DI COPPI
Gli altri arrivi alle piramidi.
Oltre a tanti passaggi (il primo nel 1928), l’Abetone è stato sede di tappe per tre volte nella storia del Giro d’Italia.
La prima fu il 1° giugno 1954, edizione 37 del Giro, undicesima tappa, da Cesenatico all’Abetone, 230 km. A tagliare il traguardo per primo è Mauro Gianneschi, di Ponte Buggianese. Rimarrà quello l’apice della sua carriera, insieme ad un quarto posto alla Milano-Sanremo.
L'ARRIVO ALL'ABETONE DEL GIRO 1954
Cinque anni dopo l’Abetone diventa terra di conquista per Charly Gaul, soprannominato “l’Angelo della montagna”. Lo scalatore lussemburghese aveva già trionfato al Giro tre anni prima, nel 1959 il bis: Gaul vince la Salsomaggiore-Abetone conquista la maglia rosa vincendo alla fine anche il Giro.
Poi bisognerà attendere il Giro del Giubileo del 2000 per rivedere il Giro alle piramidi. Quel giorno vince il toscano Francesco Casagrande, e anche in quel caso la vittoria gli varrà il primo posto in classifica generale. Il Giro andrà a Stefano Garzelli.
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