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Toscana

Dopo un anno Guerrina Piscaglia non si trova, il frate resta in cella

Guerrina Piscaglia (foto Corriere di Arezzo), scomparsa il primo maggio 2014
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Guerrina Piscaglia (foto Corriere di Arezzo), scomparsa il primo maggio 2014

Arezzo, padre Gratien Alabi è accusato di omicidio: avrebbe sepolto la donna in un bosco e poi sarebbe andato  a celebrare un funerale

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BADIA TEDALDA (AREZZO).  Un frate in carcere da una settimana con la pesante accusa di omicidio volontario e soppressione di cadavere, e una mamma che non si trova. Queste sono le uniche certezze da quando, il primo maggio 2014, la 50enne Guerrina Piscaglia sparì da Ca' Raffaello, piccola 'enclave' aretina in Romagna. Padre Gratien Alabi, religioso congolese 45enne della confraternita dei Premostratensi di cui la donna si sarebbe invaghita, è l'unico indiziato sebbene il marito Mirko Alessandrini resti indagato per false attestazioni al pm.

Il caso scoppiò nell'agosto 2014 quando le sorelle della donna tornarono dai carabinieri sostenendo l'impossibilità che Guerrina, come pensato in un primo momento, si fosse allontanata volontariamente. "Troppo attaccata al figlio Lorenzo", dichiararono le due donne dando, dopo tre mesi, una seria svolta alle indagini. Da lì, in un crescendo emotivo ma anche mediatico, l'inchiesta ha attraversato diversi passaggi.

 Il 5 settembre, dopo una serie di testimonianze raccolte tra conoscenti e parenti della donna, Padre Gratien Alabi, che già aveva raccontato ai carabinieri la sua versione da semplice testimone, viene indagato dalla procura di Arezzo in relazione alla scomparsa di Guerrina.  Ad ottobre viene imposto al frate il divieto di espatrio. Il pm Marco Dioni, rimasto solo a condurre l'inchiesta dopo il trasferimento della collega Ersilia Spena a Firenze, prosegue nelle indagini effettuando frequenti battute di ricerca e presenziando, il 4 aprile scorso, al recupero di uno scheletro nell'ossario del cimitero di San Gianni di Sestino (Arezzo) che poi risulterà appartenere ad un uomo ancora senza nome, morto almeno venti anni fa, e non a Guerrina come si era pensato in un primo momento.

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 Attraverso gli incidenti probatori effettuati da gennaio a marzo davanti al Gip del Tribunale di Arezzo Piergiorgio Ponticelli, il pm ricostruisce la personalità di Padre Gratien prima ascoltando le parole di una nomade che conferma di aver avuto rapporti sessuali con il frate, successivamente quelle di un venditore ambulante marocchino che il 30 aprile 2014, prima della scomparsa di Guerrina, bevve una birra con la donna, suo marito e lo stesso frate a Ca Raffaello.

Al marocchino, in un primo tempo sospettato di essere andato via con Guerrina, il frate, che successivamente lo sentì al telefono quando già era intercettato, non avrebbe mai chiesto notizie della donna (elemento considerato fortemente indiziario dal pm). Ma viene ascoltato anche Padre Faustin, parroco di Ca Raffaello, che conferma agli inquirenti che Gratien gli parlò di un certo 'zio Francesco', personaggio rimasto assolutamente misterioso.

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La vicenda prende una piega diversa quando il 23 aprile padre Gratien viene arrestato a Roma dai carabinieri che lo conducono in carcere ad Arezzo. Nell'ordinanza firmata dal Gip Ponticelli, la ricostruzione presunta del delitto: "Guerrina muore tra le 14,30 e le 15 quando lungo la statale Marecchiese (e non in canonica come non escludeva il Pm Dioni), il frate la avvicina e la conduce nel bosco. Una volta uccisa la nasconde sotto frasche e cespugli e va a celebrare un funerale a Sestino tornando poi con calma a recuperare per poi sopprimere il cadavere".

Punti chiave dell'accusa: il possesso del cellulare di Guerrina, dal quale parte, dopo la scomparsa, un sms verso un amico di Gratien non conosciuto dalla donna, e l'invenzione di zio Francesco.

L'avvocato Luca Fanfani, storico legale del frate che a ore presenterà il ricorso, contesta subito dichiarando l'ordinanza "ingiusta", la ricostruzione "un puzzle incastrato a forza" , lo zio Francesco "mai cercato realmente così come la sua auto grigia" e la telefonata minatoria che Guerrina avrebbe fatto a Gratien dicendo di essere incinta "mai registrata".

L'ordinanza del Gip esclude che Guerrina fosse incinta a dicembre 2013 quando il frate chiese informazioni sulle pratiche abortive in Italia ad un'amica laureanda in medicina attualmente in Belgio (che sarà sentita con una rogatoria internazionale) perché in quel periodo la scomparsa era in ospedale per un intervento a Novafeltria (Rimini).

Il gip conferma tuttavia che il movente potrebbe stare tutto nel comportamento ossessivo della donna (oltre 4000 gli sms scambiati con il prete) e nella paura dello scandalo da parte di Gratien. A metà maggio, dopo la presentazione del ricorso al Riesame da parte di Fanfani, la risposta sulla sorte di Padre Gratien. Intanto però, dopo un anno di assidue ricerche, Guerrina non si trova né morta, come ormai a distanza di tempo pensa la procura, né viva come spera il figlio Lorenzo.

  
 

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