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Il frate avrebbe ucciso Guerrina per paura dello scandalo
Sarebbe questa l'ipotesi del movente per l'omicidio di Guerrina Piscaglia. In carcere è finito padre Gratien Alabi, accusato di essere l'assassino. L'avvocato: "È provato ma consapevole. Devo ancora leggere l'ordinanza. La impugnerò comunque perché la ritengo profondamente ingiusta"
AREZZO. Padre Gratien Alabi avrebbe ucciso Guerrina Piscaglia perché era diventata ossessiva nei suoi riguardi, mossa da un attaccamento morboso. Forse spinto dalla paura dello scandalo per una relazione che lui ha sempre negato, ma che la donna avrebbe minacciato di poter rivelare, arrivando a sostenere di essere incinta. Secondo quanto appreso, per il gip di Arezzo Piergiorgio Ponticelli sarebbe questo il movente dell'omicidio del quale accusato il religioso da ieri in carcere.
Secondo il gip il movente del delitto starebbe tutto qui, tralasciando poi se la donna avesse o meno davvero una relazione con il religioso in carcere. L'ordinanza di circa 60 pagine riassumerebbe così la vicenda, ricostruita nella richiesta inoltrata dal procuratore capo di Arezzo Roberto Rossi e dal pm Marco Dioni il 23 febbraio. Il quadro indiziario sarebbe sostanzialmente invariato, ma preciso: se fino ad ottobre si poteva anche pensare che Padre Gratien favorisse qualcuno, ora invece non essendo stata trovata traccia alcuna di Guerrina, nonostante le indagini, ed essendo trascorso un anno dalla sua scomparsa, si può escludere totalmente, sostiene l'accusa, l'ipotesi del sequestro confermando quella dell'omicidio.
Secondo il gip Padre Gratien avrebbe cercato di depistare non per coprire altri soggetti (da qui l'ipotesi di reato precedente, ovvero quella di favoreggiamento) ma se stesso. Guerrina sarebbe stata uccisa il primo maggio tra le 13.46 e le 14.34 da padre Gratien a Ca Raffaello dove entrambi risiedevano, non in canonica ma lungo la strada statale Marecchiese, dove quattro testimoni avrebbero visto Guerrina camminare. Successivamente il sacerdote avrebbe occultato il cadavere come poteva nel bosco limitrofo alla via. Poi sarebbe andato con Mirko Alessandrini, marito di Guerrina, a celebrare un funerale a Presciano di Sestino (Arezzo), come confermato da varie testimonianze. Padre Gratien avrebbe poi inviato i messaggi riportati dai tabulati dal cellulare di Guerrina Piscaglia per evitare che la gente la cercasse. Nei giorni successivi, con tutta calma, il religioso avrebbe poi nascosto il corpo in un luogo mai identificato.
Parla l'avvocato di Padre Gratien: "Provato ma consapevole". "Ho trovato Padre Gratien provato ma consapevole della situazione, del resto è un essere umano oltre che un sacerdote". Lo ha detto l'avvocato Luca Fanfani all'uscita dal carcere di Arezzo dopo aver fatto visita per quasi due ore al frate accusato di omicidio volontario e soppressione di cadavere nell'ambito dell'inchiesta sulla scomparsa di Guerrina Piscaglia da Ca Raffaello nell'aretino. "Devo ancora leggere l'ordinanza, solo allora potrò commentare - ha detto -. La impugnerò comunque perché la ritengo profondamente ingiusta. Entro cinque giorni ci sarà l'interrogatorio di garanzia. I tempi complessivi per l'iter saranno comunque di una decina di giorni". Fanfani ha poi aggiunto: "Ce lo aspettavamo, era una delle mosse della procura, quello che è certo è che, da febbraio ad oggi, c'è stata una netta inversione a U, pochi mesi fa si prospettava un reato ed oggi si prospetta il suo contrario in un balletto non da poco. Sono curioso di vedere quali sono i nuovi elementi che giustificano questo comportamento dal momento che la richiesta risale al 23 febbraio. Il Tribunale del Riesame aveva escluso un ruolo attivo di Gratien nell'omicidio, questo significa che lo stesso è stato sottoposto a sei mesi di divieto di espatrio per un reato che oggi gli si dice non aver commesso smentendo dunque anche lo stesso Riesame. Dopo la lettura dell'ordinanza comunque valuterò".
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La prima notte in carcere. Intanto, quella fra giovedì 22 e venerdì 23 aprile è stata la prima notte in carcere per Padre Gratien Alabi, il frate congolese arrestato ieri a Roma nell'ambito dell'inchiesta per la scomparsa di Guerrina Piscaglia da Ca Raffaello nel comune di Badia Tedalda (Arezzo). L'ipotesi d'accusa nei suoi confronti è quella di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Stando a quanto emerge dal cambio di imputazione, passata da favoreggiamento in sequestro di persona o omicidio volontario, il gip Ponticelli avrebbe escluso ogni complicità disegnando un quadro in cui il frate avrebbe fatto tutto da solo, uccidendo Guerrina e sopprimendone il cadavere. Ad inchiodare Padre Gratien sarebbero, secondo gli investigatori, la figura di "zio Francesco" che la procura di Arezzo ritiene totalmente inventata e l'sms "tu hai parlato male di un uomo di chiesa" che, dopo la scomparsa della 50enne avvenuta il primo maggio del 2014, partì dal suo cellulare a quello di un frate africano che solo Gratien conosceva.
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