Kenya, il cardinal Betori. "Quando diremo insieme 'je suis chrtien'?"
L'omelia della messa della notte di Pasqua: "I Cristiani valgono meno dei morti in una metropoli occidentale?"
FIRENZE. "Quando uomini di tutte le fedi, grandi e umili, saremo capaci di identificarci con questi martiri per dire tutti insieme "je suis chrtien"? o dobbiamo pensare che per noi i morti pakistani, irakeni, siriani, nigeriani, keniani, magari proprio perché cristiani, valgono meno dei morti di una metropoli occidentale?".
Se lo chiede, riferendosi alla strage dei cristiani in Kenya, l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, nell'omelia, anticipata alle agenzie, che ha pronunciato nel corso della Veglia pasquale nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.
Nelle parole dell'arcivescovo c'è poi un vero appello al mondo musulmano: "Vogliamo però anche auspicare che, finalmente, da tutto il mondo islamico si levi una voce unitaria di netta e ferma condanna, senza restrizioni e ambiguità, dell'odio e della violenza che il jihadismo, nella sue molteplici sigle, sta scatenando nel mondo" aggiunge Betori.
"Vogliamo invocare un risveglio delle coscienze dei popoli e un'assunzione di responsabilità di chi li governa, per superare l'indifferenza che circonda questi eccidi, uscendo da un silenzio complice", prosegue il cardinale ribadendo la sua vicinanza a "tutti i fratelli cristiani perseguitati in varie parti del mondo" dove "gli orizzonti tenebrosi del male non sembrano mai scomparire, fino a spingerci a ritenere che, preda del male, la storia dell'uomo sia priva di un senso accettabile - conclude Betori -, incapace di dare ragioni a un impegno a fare cose buone per il bene di tutti".
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