Farmaci: meno distribuzione "diretta", più servizi in farmacia
Il presidente della Toscana Enrico Rossi propone "patto" a congresso Urtofar
FIRENZE. La Regione Toscana limiterà la distribuzione diretta dei farmaci ad un primo periodo dopo la dimissione dall'ospedale e ai prodotti più costosi, ma le farmacie dovranno diventare un vero e proprio centro di servizi, gestendo anche le prenotazioni, il pagamento di ticket e rappresentare dunque il primo presidio sanitario più prossimo al cittadino. E' questo, in sostanza, il "patto" proposto dal presidente della Regione Toscana ai farmacisti nel corso del congresso dell'Urtofar, l'Unione regionale dei titolari di farmacia della Toscana.
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Intervenendo al congresso Enrico Rossi si è detto contrario alle forme di "liberalizzazione" delle farmacie e al mantenimento della loro pianta organica. "Se viene tolto il limite delle quattro farmacie per provincia allo stesso titolare, che deve essere un farmacista, c'è il rischio di un intervento massiccio di società di capitali non gestite da farmacisti e di grandi gruppi che ovviamente guarderanno solo alla redditività e meno all'aspetto del servizio ai cittadini", ha spiegato Rossi indicando anche la necessità che i farmacisti "sia di più a fianco del clinico e vicini al letto del paziente".
Al congresso dell'Urtofar hanno preso la parola anche l'assessore regionale alla salute Luigi Marroni, la presidente di Federfarma Annarosa Racca e Marco Nocentini Mungai, presidente di Urtofar. La Toscana, sono i dati ricordati dall'unione dei farmacisti, è al penultimo posto nella classifica del costo-ricetta per farmaci: 15 euro. L'ultima è l'Umbria a 14 euro e la prima la Lombardia a 20.
Nel corso del congresso Rossi ha anche confermato il progetto di riforma della sanità su tre "macroaree": "Perché non dovrei provarci, forse perché ci sono nicchie di potere? I migliori professionisti devono poter governare le strutture interaziendali", ha aggiunto ricordando che, per legge, il 2015 "sarà l'anno in cui i professionisti saranno chiamati a dare il loro contributo per salvare il Ssn", che in Toscana, in seguito ai tagli per 570 milioni di euro, dovr studiare un risparmio di almeno 250 mln per l'anno in corso.
Urtofar, intesa con Regione Toscana è svolta storica. Quella di oggi, domenica 1 marzo, con la proposta della Regione Toscana di limitare la distribuzione diretta dei farmaci "in cambio" di una visione delle farmacie come punti di servizio al cittadino, è "una svolta storica", secondo Marco Nocentini Mungai, presidente di Urtofar, l'Unione dei titolari di farmacie della Toscana che ha concluso oggi a Firenze il proprio congresso. "Per la prima volta in un congresso - ha deto Mungai riferendosi alla proposta formulata dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - ci sono le basi per un accordo, per un'intesa regionale che garantisca i servizi ai cittadini, mentre la distribuzione diretta dei farmaci da parte degli ospedali rester ristretta a casi particolari". Un vantaggio per gli stessi utenti, ha spiegato Nocentini Mungai, "poiché non sarà costretto a recarsi fino all'ospedale, ma potrà servirsi della farmacia sotto casa, e non ritirare semplicemente da un magazzino il pacchetto dei farmaci, bensì avere informazioni e consigli dal farmacista". I servizi che le farmacie potranno offrire vanno dalla misurazione della pressione, fino alla prenotazione delle visite specialistiche e delle analisi e ai ritiri dei referti.
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